Vent’anni di passi mossi per gli altri, di mani tese e di battaglie vinte contro l’indifferenza. A Carlo Fiori è stato assegnato il prestigioso Premio Gnutti, un riconoscimento che premia la sensibilità e l’umanità di un uomo che ha saputo trasformare una prova familiare durissima in un bene collettivo.
Già insignito del Premio De Tavonatti nel 2011, Fiori è un pilastro del volontariato bresciano e nazionale, storico esponente della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e punto di riferimento per il mondo della disabilità a 360 gradi.
Tutto ha inizio nel 2004, quando al terzogenito Daniele, a soli quattro anni e mezzo, viene diagnosticata la distrofia muscolare di Duchenne. «Ci sembrava che il mondo ci crollasse addosso», ricorda Carlo. Ma insieme alla moglie Paola, lo smarrimento si è trasformato presto in azione. All’epoca le informazioni erano scarse e i centri specializzati rarissimi: i Fiori affrontavano lunghi viaggi della speranza verso Napoli, sacrifici che hanno cementato una famiglia già unita.
Quella “voglia di fare” nata per il figlio è diventata una missione per tutti. Carlo Fiori ha partecipato attivamente alla nascita del primo centro NeMo a Milano nel 2008. Oggi queste realtà pensate per rispondere alle malattie neuromuscolari sono in tutta Italia, una anche all’interno del Richiedei di Gussago.
Attraverso raccolte fondi per Telethon e l’impegno in Fondazione Serena, Fiori ha lavorato instancabilmente su due fronti: sostenere la ricerca per una cura futura e migliorare, giorno dopo giorno, la qualità della vita di chi sta già affrontando la malattia.
C’è un legame speciale che unisce Carlo, Daniele e il territorio: il Brescia. Per anni, Carlo ha accompagnato il figlio e decine di altri ragazzi allo stadio Rigamonti, convinto che lo sport sia un veicolo unico di gioia e integrazione.
Questo impegno costante ha portato, nel settembre 2025, a un incarico ufficiale: Carlo è diventato Disability Access Officer dell’Union Brescia. «Portiamo allo stadio tra le 50 e le 80 persone con disabilità a partita», racconta con orgoglio, sottolineando come il supporto reciproco sia l’arma segreta per affrontare i momenti più bui, come il passaggio alla carrozzina o all’uso del respiratore.
Oggi Daniele ha 25 anni. La sua vita, segnata dai controlli al NeMo e dalle domeniche allo stadio, è la testimonianza di un percorso affrontato con dignità. Carlo Fiori chiude con un insegnamento che è anche il manifesto della sua vita: «Stare insieme è l’unico modo per migliorare la qualità del tempo che abbiamo».
In Piazza della Loggia, una statua di marmo bianco osserva i bresciani da secoli. Non è una santa, non è una regina, e forse non doveva nemmeno essere lì. Questa è la storia della Lodòiga, la statua parlante di Brescia.
Se le pietre potessero parlare, quelle di Brescia racconterebbero storie di rivoluzioni, industrie e santi. Ma c’è una pietra in particolare che non si è limitata a raccontare: è la Lodòiga, la statua cinquecentesca che dal portico di Palazzo Loggia scruta i bresciani con volto severo.
L’Origine
La storia della Lodòiga inizia con un rifiuto. Scolpita nella seconda metà del Cinquecento dal bresciano Giovanni Battista Bonometti o, anche se più improbabile, dal fiorentino Cesare Federico da Bagno, l’opera doveva rappresentare l’allegoria della Fede e troneggiare sulla balaustra del Palazzo della Loggia insieme alle altre virtù civiche. Qualcosa, però, andò storto: forse considerata troppo tozza, forse “sbozzata” male sul retro, fu scartata dai committenti. Invece di finire in una discarica, fu “parcheggiata” sotto il portico. Lì, privata dai giacobini del calice che doveva reggere in mano e di una collocazione, divenne per il popolo semplicemente “la Lodòiga”.
Perchè Lodòiga?
L’etimologia popolare ha intrecciato la statua con una figura in carne ed ossa: la nobile e poetessa Lodovica Fè d’Ostiani. Vissuta tra Settecento ed Ottocento, la donna era celebre in città non solo per il suo salotto letterario, ma soprattutto per la sua lingua tagliente e la sua proverbiale schiettezza. Il popolo bresciano, in seguito ad un sonetto del nobile Carlo Girelli, iniziò nel 1799 a chiamare la statua con il nome della nobildonna in dialetto: Lodòiga. Da quel momento, la pietra divenne l’incarnazione dello spirito critico cittadino: ruvido, diretto e insofferente all’autorità.
La voce del popolo
Come il Pasquino a Roma, la Lodòiga divenne la “statua parlante” di Brescia. I cittadini hanno affidato al suo basamento biglietti anonimi, sonetti satirici e invettive in dialetto dirette contro i governanti di turno. La sua posizione strategica le permetteva di “vedere” tutto ciò che accadeva in piazza e di farsene beffe.
Il suo bersaglio preferito? I Màcc de le Ure, Tone e Batista, i due automi in rame collocati sulla Torre dell’Orologio di fronte a lei. Mentre loro, meccanici e ubbidienti, battevano il tempo scandito dal potere, la Lodòiga dal basso rappresentava la voce libera e caotica del popolo.
In giro per la città
Il suo lungo esilio inizia nel 1874, quando, durante i restauri di Piazza Loggia, viene rimossa perché considerata una “deformità” che rovinava l’estetica della facciata.
Da quel momento iniziarono una serie di trasferimenti. Prima finisce in un cortile di Palazzo Martinengo (all’epoca un carcere), poi nel 1882 trasloca nel neonato Museo dell’Età Cristiana a Santa Giulia. Qui le viene riconosciuto il ruolo di “portinaia”. Collocata prima della biglietteria, era infatti la prima figura che i visitatori incrociavano, anche senza aver pagato il biglietto.
Negli anni ’80, il progetto di riforma storica di Piazza della Loggia dell’architetto Giorgio Lombardi la voleva nella sua posizione originaria, ma il piano non trova applicazione e la statua rimane al suo posto.
Nel 2001 la statua viene portata all’interno del cortile del monastero di Santa Chiara, sede della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Brescia, presso la scalinata barocca.
Qui viene finalmente ripulita dalla vernice nera che ignoti le avevano lanciato contro duecento anni prima, ma per proteggerla dalle intemperie viene confinata in un angolo stretto, proprio accanto al parcheggio dei motorini.
La Lodòiga Oggi
La svolta arriva nel novembre 2011. Dopo 137 anni di assenza, la Lodòiga torna finalmente “a casa” sotto il portico di Palazzo Loggia. Anche se oggi non si trova nell’esatta posizione originaria (è stata collocata nell’ultima campata a destra per ripararla dal vento), la sua figura fissa dritta negli occhi chiunque entri in Palazzo Loggia.
La definitiva ricollocazione è stata promossa dalla giunta di Adriano Paroli con lo scopo di “ripristinare il legame di dialogo che i cittadini bresciani hanno sempre mantenuto con i loro amministratori”.
Dopo aver fatto la portinaia, la lavandaia e persino la guardiana dei motorini, la Lodòiga è tornata finalmente sul suo trono. Se passando sotto il portico di Palazzo Loggia vi sembrerà che vi stia fissando, non preoccupatevi: sta solo vegliando sui bresciani, proprio come è sempre stata destinata a fare.
Cresce l’entusiasmo per la prima edizione della Stragardalake, la mezza maratona che l’11 gennaio 2026 porterà a Desenzano un’ondata di sportivi e appassionati. La presentazione ufficiale, tenutasi nel suggestivo Castello di Desenzano, ha confermato un successo straordinario: sono attesi oltre 2.500 partecipanti provenienti da ben 18 Paesi.
L’evento, riconosciuto dalla FIDAL, non sarà solo una competizione ma una vera festa per valorizzare il territorio. Sono previsti tre percorsi per accontentare tutti:
21 km (competitiva certificata FIDAL e non competitiva)
10 km (competitiva certificata FIDAL e non competitiva)
5 km Urban
Gli atleti avranno la possibilità di correre attraverso i panorami più suggestivi del Garda, toccando il lungolago, le colline moreniche, vigneti e borghi storici. La Stragardalake punta a celebrare lo sport e, allo stesso tempo, a promuovere la bellezza paesaggistica e la forte vocazione turistica di Desenzano.
L’appuntamento è fissato per l’11 gennaio 2026.
(Per maggiori informazioni e iscrizioni, visitare il sito ufficiale: www.stragardalake.com.)
Dopo una fase di sperimentazione in aree sensibili come la Stazione e Grezze, la Giunta Comunale di Desenzano ha dato il via libera definitivo al progetto “Controllo del Vicinato”, in attuazione del Protocollo d’Intesa siglato con la Prefettura di Brescia.
L’iniziativa punta a rafforzare la sicurezza urbana attraverso il principio della sicurezza partecipata, valorizzando il ruolo attivo della comunità come “primo presidio di attenzione” sul territorio.
Il progetto ha un triplice scopo: rafforzare la sicurezza urbana, prevenire i reati e migliorare la qualità della vita nei quartieri. La chiave di volta è la collaborazione tra cittadini e istituzioni, basata sul principio della sicurezza partecipata. Questo approccio valorizza il ruolo della comunità locale, che diventa il primo “occhio” attento sul territorio, lavorando a stretto contatto con la Polizia Locale e le Forze dell’Ordine statali.
Cosa si chiede ai cittadini? Chi aderisce non dovrà mai intervenire direttamente, ma solo osservare l’ambiente circostante e segnalare situazioni anomale, sempre rispettando le competenze e le regole istituzionali.
Il comandante della Polizia Locale, dott. Marco Matteo Mensi, nominato responsabile comunale del progetto, ha spiegato: “Il Controllo del Vicinato è uno strumento per la collaborazione alla prevenzione che punta ad alzare il livello di attenzione quotidiana. I cittadini non svolgono e non devono svolgere attività di pattugliamento né di intervento attivo, ma collaborano segnalando comportamenti sospetti, vulnerabilità ambientali o situazioni di degrado. Questa fattiva collaborazione, circoscritta e definita da precise linee guida, può contribuire a migliorare il presidio del territorio da parte delle Forze di Polizia già presenti ed operanti, favorendo interventi anche più mirati e tempestivi”.
Il territorio comunale è stato suddiviso in sette aree (tra cui Rivoltella, San Martino, Zona Stazione, Piazza Garibaldi) all’interno delle quali potranno essere formati gruppi di vicinato.
Questi gruppi saranno coordinati da referenti incaricati di gestire i contatti con la Polizia Locale e di supervisionare i canali di comunicazione organizzati, come gruppi di messaggistica istantanea. Tali strumenti saranno usati esclusivamente per lo scambio di informazioni utili e pertinenti, nel rispetto della privacy e di un codice di comportamento rigoroso.
Il Sindaco Guido Malinverno ha evidenziato: “Questo progetto rafforza il senso di comunità e di responsabilità condivisa. La sicurezza non è solo controllo del territorio, ma anche partecipazione, solidarietà tra vicini e attenzione verso le persone più fragili.”
L’Assessore alla Sicurezza Pietro Avanzi ha concluso: “Il Controllo del Vicinato non sostituisce le Forze dell’Ordine, ma le affianca con una rete civica attenta e consapevole. È un passo concreto per costruire quartieri più vivi, solidali e sicuri”.
Nei prossimi mesi, l’Amministrazione promuoverà incontri pubblici per presentare l’iniziativa, raccogliere le adesioni, formare i coordinatori e installare la cartellonistica, con l’obiettivo di rendere il progetto pienamente operativo su tutto il territorio entro la primavera.
BRESCIA: importante ripresa dell’export (+6,6% nel 3° trimestre 2025), la dinamica più intensa dagli ultimi tre mesi del 2022
Tra luglio e settembre di quest’anno, le vendite all’estero sono state pari a 4.893 milioni.
Complessivamente, nei primi nove mesi 2025, le esportazioni (pari a 15.289 milioni) hanno sperimentato una salita del 2,4% sul 2024, andamento migliore di quanto emerso in Lombardia (+1,8%), ma in ritardo sull’Italia (+3,6%).
Con riferimento ai principali mercati di sbocco, torna a crescere l’export verso la Germania (+2,1%), mentre la rivalutazione dell’euro sul dollaro e l’introduzione dei dazi penalizzano le vendite negli USA (-5,2%).
Brescia, 11 dicembre 2025 – Nel 3° trimestre dell’anno, il valore delle esportazioni bresciane – pari a 4.893 milioni di euro – registra un’importante crescita (+6,6%) rispetto allo stesso periodo del 2024. La dinamica sperimentata tra luglio e settembre del 2025, che segue il +0,9% nel primo trimestre e il +0,2% nel secondo, è la più intensa dagli ultimi tre mesi del 2022 (+7,9%). Il valore monetario delle vendite all’estero risulta il secondo più elevato di sempre (con riferimento al solo 3° trimestre), dopo quanto rilevato nel 2022 (5.218 milioni).
A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.
La buona performance bresciana risulta in linea con la media nazionale (+6,6%) ed è superiore a quella lombarda (+3,4%). La dinamica delle esportazioni realizzata dalle imprese del nostro territorio risulta nel complesso coerente con il quadro di consolidamento dell’attività produttiva riscontrato nel periodo estivo, all’interno di un più ampio percorso di stabilizzazione del Made in Brescia dopo la fase di debolezza rilevata lungo lo scorso biennio (2023-2024).
Nel complesso dei primi nove mesi del 2025, le vendite all’estero (pari a 15.289 milioni) sono in crescita del 2,4% sul 2024, a fronte di una dinamica più modesta riscontrata in Lombardia (+1,8%) e del più elevato risultato dell’Italia (+3,6%).
Per quanto riguarda le importazioni, nel periodo luglio-settembre pari a 3.016 milioni, si assiste a un incremento (+4,2% tendenziale), mentre negli interi primi nove mesi hanno raggiunto la cifra di 9.499 milioni (in aumento dell’8,0% sul 2024). A seguito di tali evoluzioni, il saldo commerciale generato a Brescia e provincia ammonta a 5.790 milioni, in ridimensionamento di circa 348 milioni sul 2024.
“Il terzo trimestre del 2025 segna, per l’export bresciano, un’inversione di tendenza positiva in particolare grazie ai nostri partner storici, Germania e Francia, che tornano a far segnare incrementi su base annua. Migliora così il dato complessivo dell’Unione Europea – commenta Maria Chiara Franceschetti, vice presidente Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione –, compensando la netta flessione del Paese americano segnato dai primi significativi effetti dei dazi. In generale il Made in Brescia registra un andamento migliore della media lombarda, in linea con quella nazionale: sono numeri che valutiamo con un cauto ottimismo, alla luce delle persistenti incertezze geopolitiche a livello mondiale. Guardando ai primi 9 mesi dell’anno, un rialzo importante è segnato dall’Asia, trascinata dal +32% dell’India, su cui incide positivamente la percezione di stabilità politica del nostro Paese. Il rialzo indiano assume contorni ancora più positivi dopo il recente Business Forum Italia-India, tenutosi in questi giorni a Mumbai, che fa seguito all’incontro ospitato a Brescia lo scorso giugno e che testimonia l’interesse economico crescente e il consolidamento del legame tra le due nazioni.”
Venendo ai principali mercati di destinazione dell’export bresciano, si rilevano, nei primi nove mesi dell’anno, evoluzioni piuttosto eterogenee. Buone notizie provengono dall’Unione Europea, dove le vendite in Germania tornano a salire (+2,1%), grazie, in particolare, a quanto riscontrato nell’ultimo trimestre (+5,7%). Brilla, inoltre, il mercato del Regno Unito, che evidenzia un significativo incremento (+24,5%). Al di fuori del Vecchio Continente, spicca la performance dell’India (+32,0%), sebbene la sua quota sul totale esportato sia ancora nel complesso marginale (1,5%). Per contro, si segnalano le flessioni di Brasile (-3,5%), Cina (-2,9%) e Stati Uniti (-5,2%). Quest’ultimo mercato, che negli ultimi anni si era contraddistinto per il più elevato contributo alla crescita del Made in Brescia, sta vivendo una fase di evidente rallentamento, iniziata nei primi mesi del 2025, sulla scia del significativo rafforzamento dell’euro sul dollaro, tale da rendere meno competitive (in termini di prezzo) le merci vendute negli Stati Uniti. A riguardo, va evidenziato che la perdita rilevata nel terzo trimestre dell’anno (-6,3%) risulta sostanzialmente in continuità con quanto misurato nel primo periodo del 2025 (-4,8%) e nel secondo (-4,6%): in tale contesto, quindi, l’introduzione dei dazi all’import, sancita dall’Amministrazione Trump, non fa che penalizzare ulteriormente la nostra capacità di penetrazione del mercato USA.
Tra i beni venduti all’estero, solo macchinari e apparecchiature (-1,4%) si connotano per variazioni negative dell’export bresciano fra i primi nove mesi del 2025 e l’analogo periodo del 2024. Per contro, gli incrementi più rilevanti riguardano i prodotti alimentari e bevande (+13,4%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+7,2%) e prodotti della metallurgia (+3,7%).
Da ultimo, va segnalato che Brescia si mantiene al sesto posto nella classifica delle province italiane per valore dell’export, dopo Milano (41.207 milioni), Firenze (25.039), Torino (19.661), Vicenza (16.665) e Bergamo (15.621). Dal punto di vista del saldo commerciale manifatturiero, Brescia (6.961 milioni) si attesta in quarta posizione: la precedono Vicenza (9.293), Modena (8.775) e Bologna (7.336).
La città è stata invasa da oltre tremila Babbi Natale per la quindicesima edizione della Babbo Running, la tradizionale corsa non competitiva che unisce sport, allegria e solidarietà in pieno spirito natalizio.
Domenica mattina, il centro storico si è tinto di rosso con un fiume di partecipanti muniti di vestito e cappellino, affiancati da curiosi costumi a tema come pupazzi di neve, renne, elfi, e persino l’immancabile Grinch.
Più di Tremila Partecipanti
L’evento, organizzato da Sport Experience ed Eventi Wow con il patrocinio del Comune di Brescia, ha superato ancora una volta le aspettative in termini di partecipazione. La manifestazione ha mantenuto intatto il suo obiettivo solidale: ogni iscritto ha potuto aggiungere un euro alla quota per destinare il ricavato alla scuola Nikolajewka, un’istituzione bresciana da anni impegnata nel sostegno della disabilità motoria.
Assessore Sport, Casa e Housing Sociale Alessandro Cantoni
Dal Castello al Centro
Tra musica, animazione e attività per tutte le età, la marea rossa è partita dal piazzale della Locomotiva del Castello per scendere verso Piazzale Arnaldo ed è poi tornata in Castello salendo da via San Faustino per l’arrivo.
Sergio Palazzo, dell’organizzazione, ha espresso soddisfazione: «Anche quest’anno Brescia ha partecipato con grande entusiasmo. È stata una bellissima giornata e siamo felici che molti abbiano scelto di trascorrere del tempo tra sport e musica offrendo anche sostegno alla causa benefica».
L’assessore Alessandro Cantoni ha portato i saluti istituzionali, lodando l’impegno civico: «È davvero bello vedere che la nostra città, anche di domenica, è pronta a muoversi per fare sport e per sostenere una causa solidale. Brescia è proprio così solo grazie ai suoi cittadini».
L’Unione Brescia inaugura la quarta era targata Eugenio Corini con una vittoria sudata. Contro la Dolomiti Bellunesi a Fontanafredda, i biancazzurri non brillano per estetica, ma mostrano quell’atteggiamento e cattiveria necessari per portare a casa tre punti pesantissimi grazie al gol decisivo di Cazzadori in pieno recupero (92′).
Questo successo interrompe una serie negativa di cinque turni. Sebbene il divario di tredici punti dal Vicenza (vittorioso) rimanga invariato, e l’Union sia ancora terza a -1 dal Lecco, questa vittoria rappresenta un punto di ripartenza cruciale per la squadra.
Formazione di Emergenza
Corini si è trovato costretto a fare di necessità virtù a causa di un’infermeria affollata (ultimi stop per Pasini, Rizzo e Mercati). Con soli quattordici giocatori di movimento della prima squadra disponibili, il tecnico ha schierato una panchina piena di elementi della Primavera.
La difesa davanti a Gori vedeva Armati, Sorensen e Silvestri. A centrocampo, Boci ha sostituito lo squalificato De Maria sulla fascia sinistra, opposto a Cisco; in cabina di regia Balestrero e Zennaro. In attacco, Vido è tornato titolare dopo quasi tre mesi, affiancato da Cazzadori e supportato da Di Molfetta trequartista.
Il Palo di Cazzadori
Nei primi minuti, il Brescia è apparso frastornato e in cerca di riferimenti. L’inizio è stato soporifero, con la Dolomiti Bellunesi schierata in difesa e pronta a ripartire.
L’unico squillo della prima frazione è arrivato al 12′ con un lampo di Cazzadori: su cross di Cisco, l’attaccante ha colpito il palo di testa con un terzo tempo e anticipo eseguiti alla perfezione. La sfortuna ha negato il vantaggio immediato.
Occasioni Mancate
Per il resto del primo tempo, l’Union ha mantenuto il possesso palla ma senza concretezza. Il giro palla è risultato sterile e le giocate troppo prevedibili contro la compatta difesa veneta.
Al 20′, Vido ha sprecato una potenziale grande chance, non riuscendo a concludere dopo essere stato servito da Balestrero. Un’inutile protesta della Dolomiti Bellunesi nel recupero, che chiedeva l’espulsione per un fallo involontario di Silvestri, si è risolta in un nulla di fatto.
La Ripresa
La ripresa si è aperta con un tentativo di Balestrero, ben servito da Vido, respinto con una grande parata da Abati. La frustrazione è montata a causa di un match bloccato e povero di emozioni fino al quarto d’ora finale. L’unico rischio corso dalla difesa di Corini è stato un cross su punizione di Burrai che ha attraversato l’area senza trovare deviazioni.
I primi cambi sono arrivati al 76′: Fogliata e Valente per Cisco e Di Molfetta. Proprio Valente ha sfiorato il palo con un diagonale pericoloso.
Il Sigillo nel Finale
Quando il pareggio sembrava ormai scritto, il Brescia ha trovato la zampata vincente al 92′. Dopo un’azione dubbia in area su Vido non sanzionata, è stato proprio Vido a innescare il gol decisivo: il suo campanile morbido è stato smanacciato male dal portiere Abati. Sulla palla vagante si è avventato Cazzadori, che ha scaricato in porta con rabbia, regalando a Corini la sua prima e vitale vittoria.
BRESCIA – Città spesso percepita come cuore industriale della Lombardia, Brescia cela un patrimonio storico e artistico di primissimo piano, un vero e proprio viaggio attraverso tremila anni di storia, culminato nel prestigioso riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2023 (insieme a Bergamo).
Il Cuore Antico: Brixia Romana e i Longobardi
Il gioiello della corona bresciana è il suo straordinario sito UNESCO, che unisce l’antica grandezza romana e le testimonianze dell’epoca Longobarda:
Brixia Romana: Il Parco Archeologico comprende il Capitolium (Tempio Capitolino), il Teatro Romano e il Santuario Repubblicano. Qui, troneggia la Vittoria Alata, la celebre statua in bronzo restaurata ed esposta nel suo nuovo allestimento museale.
Complesso Monastico di San Salvatore – Santa Giulia: Iscritto nella lista UNESCO come parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, questo complesso ospita l’omonimo Museo di Santa Giulia. È un’enciclopedia di storia cittadina che racchiude opere inestimabili e le fondamenta di antiche Domus romane.
Non solo Archeologia: L’Identità Bresciana
Il tessuto culturale bresciano si estende ben oltre l’archeologia:
Pinacoteca Tosio Martinengo: Custodisce capolavori della pittura veneta e lombarda, con opere di artisti come Raffaello, Moretto e Savoldo.
Piazza della Loggia: Esempio magnifico di architettura rinascimentale veneta, punto di ritrovo e simbolo della resilienza cittadina.
Piazza Paolo VI: L’unica piazza in Italia a ospitare due Duomi affiancati (il Duomo Vecchio, rotondo, e il Duomo Nuovo, barocco) oltre al Broletto, l’antico palazzo comunale.
Brescia, la “Leonessa d’Italia” per il suo ruolo nel Risorgimento, continua a ruggire attraverso la bellezza dei suoi monumenti, offrendo ai visitatori un’esperienza ricca e inaspettata.
BRESCIA – Giornata ad alta tensione per i pendolari e i viaggiatori nel Bresciano a causa dello sciopero nazionale indetto dalla CGIL per protestare contro la Legge di Bilancio 2026. La mobilitazione ha avuto un forte impatto sui trasporti pubblici locali e sulla rete ferroviaria. Si prevedono disagi per tutta la giornata, con l’invito a consultare gli orari garantiti prima di muoversi.
Servizio Autobus: Le Fasce Orarie Critiche
Il Gruppo Brescia Mobilità ha avvisato la cittadinanza che il servizio autobus e metropolitana potrebbe subire interruzioni e disagi non previsti.
Gli orari in cui l’adesione allo sciopero si farà sentire maggiormente, al di fuori delle fasce di garanzia non specificate, sono:
Mattina presto: Fino alle ore 6:00
Tarda Mattina: Dalle ore 9:00 alle ore 11:30
Pomeriggio/Sera: Dalle ore 14:30 fino alla conclusione del servizio.
TRENORD e FERROVIENORD: Cancellazioni Fino a Sera
Lo sciopero ha colpito duramente anche il settore ferroviario, gestito da FerrovieNord. Le corse regionali, suburbane e i collegamenti aeroportuali Malpensa Express e S50 Malpensa Aeroporto-Bellinzona sono a rischio variazioni e cancellazioni fino alle 21:00.
Le Corridie Più a Rischio:
Per le linee che circolano su rete FerrovieNord, come la Brescia-Iseo-Edolo, sono state annunciate ulteriori ripercussioni tra le 21:00 e la mezzanotte.
Fasce Orarie di Garanzia:
Per tutelare i pendolari, è garantita la circolazione dei treni essenziali nelle seguenti ore di punta:
Mattino: Dalle 6:00 alle 9:00
Sera: Dalle 18:00 alle 21:00
I passeggeri sono invitati a consultare l’elenco dei treni garantiti sul sito ufficiale di Trenord. Per le corse aeroportuali soppresse, sono stati previsti autobus sostitutivi diretti tra Milano Cadorna/Stabio e Malpensa Aeroporto.
Non Solo Trasporti: La Protesta in Piazza
Già dalla mattinata, le prime soppressioni e ritardi hanno causato forti disagi ai pendolari. Parallelamente, nelle strade del capoluogo si è svolto il corteo della CGIL, che ha mosso da San Faustino fino a Piazza Paolo VI, con la partecipazione stimata di circa quattromila persone.
Oltre ai trasporti, lo sciopero potrebbe coinvolgere potenzialmente anche altri settori pubblici nevralgici, come la scuola e i servizi sanitari.
Corini Ritorna al Brescia: “Identità e Orgoglio” le Basi della Nuova Sfida
Eugenio Corini è il nuovo allenatore del Brescia, e ai canali social della società ha subito dettato le linee guida della sua gestione: Identità e Orgoglio. L’ex tecnico delle Rondinelle torna sulla panchina biancazzurra, abbracciando una sfida inaspettata in Serie C con grande entusiasmo e motivazione.
La Scelta e la Progettualità
Corini ha ringraziato il presidente Giuseppe Pasini e la proprietà, spiegando che la decisione di scendere di categoria è motivata da una “progettualità importante”. L’obiettivo è chiaro: “portare questa piazza dove merita di stare”.
Il tecnico di Bagnolo Mella sottolinea l’importanza dell’identità come elemento fondamentale. Il primo passo è creare una squadra in cui il pubblico si possa riconoscere attraverso:
Organizzazione
Voglia
Carattere in campo
Secondo Corini, l’unione di intenti tra squadra e tifosi – un ambiente “empatico” dove tutti spingono nella stessa direzione – è la vera forza del progetto.
Un Legame Profondo con la Maglia
Per Corini, il ritorno a Brescia è un motivo di grande orgoglio personale e professionale. Egli ha avuto la fortuna di rappresentare la città sia da giocatore che da allenatore, e il richiamo in un ambiente dove ha già trionfato (celebre l’ultima promozione in Serie A del 2019) significa che le sue capacità sono apprezzate.
Il tecnico ha espresso anche una commovente dedica: sua madre, 92 anni e sua prima sostenitrice. Il desiderio di farle rivivere le “gioie grandissime” con la maglia del Brescia è un ulteriore stimolo, condiviso con la volontà di dare soddisfazioni a tutti i tifosi che seguono la squadra.
La Nuova Sfida in Serie C
Corini raccoglie la nuova sfida con l’intento di dare il meglio di sé per ripagare la fiducia e raggiungere gli obiettivi. Ritiene che il gruppo abbia dei valori intrinseci e si dice pronto a riprendere il filo del discorso interrotto nell’ultimo periodo.