L’anno scorso è partita un po’ come una scommessa: portare il grande basket sul Basso Garda. Ha funzionato così bene, registrando il tutto esaurito, che quest’anno Gardaball Elite vuole fare il salto di qualità. Non più solo amichevoli, ma un’intera settimana di torneo a metà settembre, con un format pensando per portare entusiasmo ed intrattenimento.
L’intenzione, però, non è solo quella di guardare giocare i campioni italiani ed europei. Dietro a questo evento c’è la voglia concreta di unire sport, turismo e comunità. Mentre al Palasport di Lonato si sfideranno i professionisti, l’idea è quella di portare la pallacanestro direttamente nelle piazze dei paesi, facendo giocare i ragazzi a 3 contro 3 all’aperto.
È un progetto nato per far vivere il territorio in modo diverso, insegnando ai più giovani il valore dell’impegno e del rispetto. Un’idea che ha preso talmente forma da arrivare a bussare persino alle porte del Parlamento Europeo.
Ne abbiamo parlato con Marco Rovida e Giorgio Zambellis, per farci raccontare come un torneo di pallacanestro possa trasformarsi in un’occasione reale per far crescere i ragazzi e valorizzare le bellezze del lago.
Cos’è Gardaball Elite e perché nasce qui?

È un progetto nato l’anno scorso, nel 2025 grazie alla visione di tre persone che hanno voluto abbinare sul Basso Garda un progetto sportivo abbinato a un sociale e alle qualità turistiche e territoriali. Siamo partiti l’anno scorso con un formato abbastanza semplice, facendo due amichevoli nel giro di due settimane diverse, invitando squadre di eccellenza di serie A di pallacanestro, di cui quattro squadre, di cui tre italiane e una straniera della Lituania.
Quest’anno l’idea è quella di cambiare il formato, di farlo e durare una settimana consecutiva nella seconda settimana di settembre, creando un torneo sempre con quattro squadre di altissimo livello di serie A e praticamente abbinando sociale, sport, turismo nel territorio che tutti vogliamo bene.
Perchè lo sport come strumento di promozione territoriale?
Perché lo sport è educazione è cultura è aggregazione. È un messaggio importante per i giovani che possono confrontarsi sui valori fondamentali della vita, che sono il rispetto dell’avversario, capacità di perdere, l’impegno, la perseveranza, lo sport e i nostri giovani, i giovani europei devono collocarsi dentro questi valori.
Qual è la visione nel lungo periodo?

Dal punto di vista del format è quello praticamente sempre di invitare l’eccellenza sportiva sul Basso Garda tramite le squadre di Serie A, creando un torneo di altissimo livello. Naturalmente quest’anno, come ho detto prima, ci saranno tre squadre italiane e speriamo anche una straniera a lungo andare. Noi vorremmo diventare un appuntamento fisso nel settembre gardesano dopo la stagione turistica estiva diventare un appuntamento poco prima dell’inizio delle scuole e che prettamente sembra un appuntamento sportivo, ma è nettamente, secondo me, anche un appuntamento sociale e turistico allo stesso tempo, ma anche culturale.
Quindi a lunga visione. Noi vorremmo diventare qua un appuntamento fisso nel settembre gardesano creando anche una piattaforma territoriale creando anche visibilità del territorio non solo nella zona ma anche in Europa.
Che impatto ha il progetto sui giovani e sulla comunità locale?

Lo scopo è promuovere la zona per cui far conoscere a livello europeo a questo punto il Lago di Garda e tutta la zona del Basso Garda e soprattutto diffondere, come dicevo prima, i valori dello sport legati al territorio. Che il Lago di Garda sia visto sia come luogo di villeggiatura e di vacanza, ma sia anche un punto di riferimento per l’educazione allo sport e alla vita.
Come si arriva a presentare un progetto al Parlamento Europeo?
L’anno scorso abbiamo avuto un banco di prova molto importante, avendo avuto l’overbooking del pubblico in due in due partite. Abbiamo avuto anche delle ottime recensioni anche da parte dei club che vorrebbero ripartecipare sotto forma di torneo. Ci hanno dato fiducia a questa cosa e abbiamo bussato alla porta del Parlamento europeo affinché noi possiamo diventare se si può dire, Ambasciatori del Garda tramite lo sport, facendo pallacanestro, facendo sociale e praticamente dando visibilità a un territorio che effettivamente non aspetta noi per avere visibilità, ma pensiamo sempre che lo sport sia il motore ideale per promuovere un territorio bello come questo.



