Livio Ceschin in mostra al Museo Lechi di Montichiari

Il Museo Lechi di Montichiari (BS) presenta la mostra Livio Ceschin – La punta che sottile incide, un percorso attraverso oltre trent’anni di ricerca dell’artista trevigiano, con una quarantina di opere tra incisioni e tecniche miste.

L’esposizione apre al pubblico sabato 28 febbraio alle ore 16.30, alla presenza dell’artista, e resterà visitabile fino al 29 marzo.

A introdurre l’eccezionale sensibilità di Ceschin è un pensiero dello storico dell’arte Federico Zeri, datato 15 gennaio 1998, che così commentava alcune incisioni ricevute dall’artista:

«Ho ricevuto le incantevoli incisioni, e la ringrazio. Le sto guardando e riguardando. Sono un appassionato di questo tipo di immagini. Le sue mi confermano che in Italia, oggi, la grafica è assai superiore alla pittura».

La mostra restituisce con immediatezza la finezza dello sguardo di Ceschin: tra boschi innevati, pinete sul litorale, barche abbandonate nella laguna veneziana, emerge un dialogo profondo e silenzioso con la natura, quotidiano e insieme intriso di una dimensione spirituale. L’artista osserva, raccoglie e trasforma frammenti di paesaggio in immagini sospese, capaci di trattenere il tempo e la sua vibrazione più intima.

Incisore nato a Pieve di Soligo nel 1962, Ceschin ha costruito il proprio percorso partendo dallo studio dei grandi maestri – Rembrandt, Tiepolo, Canaletto – che hanno guidato la sua formazione. La mostra attraversa temi e stagioni della sua ricerca, includendo anche le prestigiose collaborazioni editoriali con poeti e scrittori come Andrea Zanzotto, Mario Luzi, Rigoni Stern, fino ai più recenti progetti con Pierluigi Cappello e Mauro Corona.

Saranno esposti inoltre schizzi di studio raccolti in carnet, realizzati a matita, china e acquerello, e alcune matrici metalliche che permetteranno al visitatore di cogliere il meticoloso processo preparatorio che precede la stampa al torchio.

Una cifra ricorrente nei lavori di Ceschin è la presenza di lacerti di scritte, tracce che affiorano tra i segni come frammenti di memoria: non semplici annotazioni, ma elementi evocativi che rivelano il profondo legame dell’artista con il mondo della poesia.

Una sezione sarà dedicata alla didattica dell’incisione e della stampa, con strumenti, materiali e un video interattivo che restituiranno sia il profilo tecnico sia quello poetico e culturale dell’artista incisore.

Livio Ceschin Montichiari mostra

Lucidi: Italo-Americani in festa per i 250 anni di valori comuni

“1776-2026: è tempo di ricostruire una storia comune, troppo spesso sottovalutata o mascherata da lenti ideologiche. E scopriremo che abbiamo da festeggiare quest’anno anche noi Italiani. Ci proviamo?” Lo propone con un pamphlet storico ricco di nomi e spunti Massimo Lucidi giornalista internazionale e Presidente della Fondazione E-novation che promuove numerosi eventi tra Italia e Stati Uniti come il Premio Eccellenza Italiana, le Giornate Internazionali della Libertà, gli Stati Generali della Sostenibilità e della Sicurezza.

È indubbio che la nascita degli Stati Uniti abbia visto come protagonista il mondo anglosassone (in primis) e quello francese, per ragioni storiche condivise. Ma oggi, al tempo dei nomadi digitali, nel quale cerchiamo pure una narrazione dell’Emigrazione italiana meno nostalgica e più funzionale, credo che abbia più di un senso la ricerca del contributo intellettuale, filosofico, di pensiero degli Italiani alla Fondazione degli USA, in un tempo in cui le idee circolavano con maggiore difficoltà ma circolavano; ed erano idee forti, pregne di Futuro, di Vita e di Progresso. Vi torna in mente la stagione del positivismo e dell’illuminismo? Certo, nella seconda parte del Settecento non esisteva l’Italia come entità statuale. Dovremmo attendere almeno un altro secolo… e i moti del 1848 per iniziare a far passare un messaggio unitario, come Penisola… Eravamo al tempo, poco più di un’espressione geografica per usare la sprezzante ma veritiera affermazione politica di Metternich.

Ma il contributo ideale degli Italiani, della nostra cultura classica, greco romana, agli Stati Uniti è notevole sin dalle sue fondamenta e nel tempo è andato sempre rinsaldandosi per alcune componenti intellettuali riconducibili alla Libertà e alla nostra natura identitaria di essere Santi, Navigatori e Poeti. Almeno già due secoli prima della scoperta del continente americano. Un’idea di Bene comune, spazi aperti da scoprire e animi liberi che accomuna le classi dirigenti della nascente Unione di Stati Americani con i progenitori illuministi del lungo percorso risorgimentale e unitario italiano. E ripeto anche ai primi Italiani con menti universali. Possiamo citare a tal riguardo San Francesco e Dante Alighieri, tradotto interamente tardi nel mondo anglosassone, ma tra i primi a sentirsi Italiani e universali, cittadini del mondo e presto presi a riferimento nella cultura americana come pilastri del sapere e dei valori universali.

Molti sono i nomi e riferimenti che in questo articolo proverò a dimostrare non sono citati per orgoglio di Patria ma per dati storici e scientifici. Cesare Beccaria che a Milano sotto il giogo austriaco faceva fatica a far circolare le proprie idee di giustizia, di equità, di dignità della vita e di equilibrio tra poteri, fu tradotto nel 1764 in 22 lingue e dal porto di Livorno riuscì a farsi leggere conoscere e apprezzare da pensatori di tutto il mondo. Sicuramente influenzò il pensiero di Thomas JeffersonBenjamin FranklinJohn Adams e gli Emendamenti V VI e VIII del Bill of Rights che a lui si richiamano. È bene ricordare che sia la dichiarazione di indipendenza del 1776 che festeggiamo come pietra miliare della Libertà dell’uomo, nel proprio territorio, col diritto a essere felici e sia la costituzione del 1787 che completa la dichiarazione sancendo e regolando la vita democratica, ispirandosi a principi federali, sono antecedenti alla Rivoluzione Francese del 1789.

E rispetto alle lunghe stagioni di sangue, Terrore e instabilità politica in Europa (pensiamo all’epilogo con Napoleone), la Rivoluzione Americana è meno cruenta e finisce con l’evoluzione e la riconciliazione dell’intero mondo anglosassone che continuerà a guidare il faro della democrazia e della Libertà fino ai giorni nostri. E l’America guarda a Roma e ad Atene per emanciparsi e distinguersi dalla british culture. Ebbene, proprio oggi che riconosciamo l’occidente in crisi, è bene ripartire dalla conoscenza e magari pure dell’orgoglio sopito nella vecchia Europa di definirci Occidentali o ancora meglio Transatlantici. L’Europa che cancella le radici cristiane, pare mortificarsi di essere la culla della civiltà con il formidabile asse portante greco romano, l’Europa della burocrazia va ripensata nel profondo.

Gli Americani quando son nati hanno guardato a Roma ed Atene non solo nel richiamarsi al gusto neoclassico dell’architettura ma pure per darsi una struttura di Governo. E in specie hanno guardato al modello della Repubblica Romana se pensiamo al Senatus dei saggi, e alla aristotelica questione dei pesi e contrappesi del potere. George Washington ha seguito Cincinnato mentre Thomas Jefferson aveva nel cuore quel concetto di cittadinanza istruita e virtuosa riprendendo il concetto greco del bene comune sopra l’interesse individuale. Hanno guardato all’Italia e agli Italiani sempre e da sempre… limitiamoci a citare Colombo, Verrazzano e poi La Guardia. Nomi che evocano il ponte, la connessione, l’unione tra vecchio e nuovo mondo. Ma c’è molto altro. Faremmo bene a studiare gli atti preparatori delle Costituzioni nazionali, che hanno portato alla composizione delle Costituzioni specie americana e italiana per capire i Valori da cui sono stati ispirati i nostri padri Fondatori per ritrovare ragioni di entusiasmo e di orgoglio, di passione civica e di partecipazione, nel nostro Occidente.

Se penso al soft power che noi Italiani abbiamo esercitato persino nella Costituzione Americana dobbiamo citare Filippo Mazzei, medico e filosofo toscano, naturalizzato in Virginia, amico e socio di Thomas Jefferson ma anche degli altri 4 primi Presidenti USA (Washington, Adams, Madison, Monroe) che si distinse come promulgatore delle libertà individuali, dei diritti civili e della tolleranza religiosa. Carlo Bellini, altro toscano naturalizzato in Virginia, prima cattedra di Italiano in America e Giuseppe Maria Francesco Vigo mercante piemontese che naturalizzato americano concorse nel fare business a fondare università. Possiamo chiamarli imprenditori sociali? Possiamo dire che ci viene in mente quel modello di Eccellenza e Sostenibilità che oggi tanto distingue l’apporto socio economico della migliore Italia nel mondo?

Per troppo tempo temo che tutto questo materiale ideale, queste tracce, queste storie sono state sepolte dal conformismo ideologico e poi diventa facile arrendersi alla fredda burocrazia europea, che parla solo di numeri, quando vorrebbe spiegare il contributo al mondo di un Paese piccolo come l’Italia. Niente di più sbagliato. Servono altri indicatori. Serve approfondire storie che ci sono: vi possono bastare poche righe di un pamphlet per rendervi curiosi e vogliosi di approfondire? È bene festeggiare tutti il 1776 e l’orgogliosa indipendenza dal tiranno, il British Empire, l’ingiusta e gravosa imposta sul Tè… l’imposizione della tassa senza rappresentanza. È una lezione di Storia. E noi oggi non dovremmo fare una lotta come hanno avviato gli agricoltori francesi, ribellandosi a questa Europa che ha negato, offeso, contraddetto quei tanti pensatori che l’avevano sognata in modo diverso? Non paghiamo una tassa del tè a un’idea di Impero dei burocrati che ci governa sopra le nostre teste?

“Servirebbe una Giorgia Meloni e una politica sanamente identitaria pure in Europa, ammicca Lucidi, ma questa è un’altra storia”.

Ma tornando alla nascita degli USA e al piano rivoluzionario che si compie, bisogna ancora riflettere sulla forza di mettere al centro dell’impianto statuale, la persona e i suoi diritti di futuro. Si arriva così a pensare a Carlo Cattaneo che tra l’altro nel modello repubblicano e federale americano (e svizzero) vedeva proprio la realizzazione della teorica della Libertà: indipendenza e pace; Libertà e unità. Gli Stati Uniti d’Europa.

“Ecco il mio 2026, il “nostro anno che verrà” come Fondazione: deve essere un anno di riflessione e di partecipazione attiva a un dibattito che dobbiamo irrobustire sui Valori fondativi dell’Occidente – spiega Lucidi – e ritroveremo un contributo autentico degli Italiani al confronto internazionale sullo sviluppo e sulla Pace. Un contributo tralasciato da una storiografia sessantotina marxista e profondamente anti americana che non ha voluto approfondire alcune storie che ho citato e incuriosire le masse alla ricerca storica. Intellettuali italiani impegnati a sinistra che hanno costituito oltre che l’unicum dell’intellighenzia possibile, il vulnus alla curiosità e alla ricerca storica, preferendo l’impegno diretto e la propria partecipazione alla politica e al Partito (Comunista, ndr). Una casta. Chiusa. Altro che apertura mentale. E da napoletano, penso ad un’altra vittima illustre. Quanto è stata ingiusta la coltre di nebbia caduta su un grandissimo liberale e antifascista Benedetto Croce, per ordine di Togliatti; tanto poi da accerchiarne la memoria persino fisicamente a Napoli, entro il perimetro “democratico”, annacquandone l’opera e il pensiero libero. Avendo vissuto la mia gioventù degli anni 80 e 90 a Napoli lo posso affermare e chi mi vuol capire ha capito” conclude un sibillino Massimo Lucidi.

“La libertà, la centralità della persona, la democrazia, la Pace. Sono questi i fari, i pilastri del contributo ideale “repubblicano”, l’asse Italia Stati Uniti, il soft power capace di rendere “nomadi” idee e influenze di Futuro tra persone competenti e libere, istruite e virtuose. Questi saranno gli elementi fondativi del nostro contributo autentico come Fondazione E-novation a un continuo incontro internazionale e valoriale che apra nuovi percorsi di Pace e Giustizia” conclude Massimo Lucidi.

“Buon Natale”, una parolaccia

Se “Buon Natale” diventa una parolaccia a Brescia… poi non ci lamentiamo

Ieri compravo libri per doni e mi sono recato al piano dedicato ai pacchetti della Libreria sul Corso a Brescia, quando ho assistito a una scena che mi ha fatto riflettere e che condivido con Voi. 

Una Signora congedandosi da una Amica con il velo, prima dice Buon Natale poi mette la mano davanti alla bocca e chiede scusa per averla offesa… La signora musulmana che portava il velo con naturalezza (come dovrebbe fare chi desidera farlo) ha detto “ma no, perchè Ti scusi… al più diciamo Buone feste, ma Buon Natale ci sta”.

Il conformismo e le radici

Buon Natale ci sta. La conformista in salsa bresciana, inclusiva e neutra non ci sta con la testa. Come può la nascita di un Re che parla di Amore e Libertà per finisce poi crocifisso, offendere qualcuno? Come si può nascondere l’origine della nostra cultura occidentale, con la nascita di Gesù di Nazareth?

Come si può rinnegare il Natale in Europa per poi sorprenderci che stiamo perdendo identità culturale e viviamo una profonda crisi morale e politica? E ci mettiamo pure la mano davanti alla bocca. Come se avessimo fatto qualcosa di sbagliato, procurato turbamento, imbarazzato qualcuno. Con quella mano che a Teheran Ti tagliano se sbagli, qua puoi fare solo una cosa, cara Signora. Pulirsi.

Un invito alla riflessione

La utilizzi per pulirsi. Pulisca il proprio animo dal conformismo di questi tempi e ritrovi pace ed equilibrio con se stessa e con il prossimo. I valori condivisi appartengono al territorio, alla storia, alla cultura radicata che è Cultura della Vita. Altrimenti non è ancora Cultura ma è qualcosa in evoluzione (e speriamo mai involuzione) che per stati successivi affermerà il primato della vita.

Con questo Spirito ci facciamo gli Auguri dicendoci Buon Natale perchè quel Bambino che torna a nascere ci accompagni in un anno di cambiamento e di Speranza.

Massimo Lucidi.

Dal National Press Club di Washington al Senato della Repubblica: l’eccellenza italiana si incontra

PREMIO ECCELLENZA ITALIANA PATRIMONIO CONDIVISO

C’è un filo che unisce Washington e Roma, il National Press Club e il Senato della Repubblica. È il filo dell’eccellenza italiana che viaggia, si afferma nel mondo e poi torna a casa per incontrarsi, riconoscersi, fare sistema. Dopo la XII Edizione del Premio Eccellenza Italiana, svoltasi al National Press Club di Washington DC, a pochi passi dalla Casa Bianca, quel percorso prosegue idealmente in Italia.

Venerdì 19 dicembre 2025, alle ore 10:30, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, la Fondazione E-novation promuove un incontro istituzionale che non è una nuova cerimonia di premiazione, ma un momento di restituzione e dialogo.

I vertici della Fondazione E-novation – Massimo Lucidi, Alberto Patruno, Cristina Gessi, Aldo Morgillo, Armando Lanza, Francesca Ballali e Maria Rossana Ursino – si ritroveranno in un luogo simbolico della Repubblica per proseguire un lavoro che da dodici anni mette in relazione imprese, istituzioni e cultura.

In questo contesto saranno conferiti i Premi Speciali a Daniele Bartocci come giornalista e Stefano Gagliardi come cantante lirico, a riconoscimento di percorsi professionali di particolare rilievo, mentre la presenza di Nicola Caputo, Consigliere del Ministro degli Affari Esteri per l’Export e l’Internazionalizzazione della Filiera Agroalimentare, rafforza il profilo istituzionale dell’incontro e ne sottolinea il respiro internazionale.

Come ha evidenziato Massimo Lucidi proprio a Washington DC:

“È stato bello vedere sul palco tante storie diverse accomunate da un dato fondamentale: imprese e organizzazioni capaci di innovare, evolversi e restare tradizionalmente umane. Questo è il modello italiano di eccellenza e sostenibilità, unico al mondo”.


A rendere concreto questo racconto sono le storie già protagoniste della XII Edizione del Premio Eccellenza Italiana al National Press Club di Washington DC, che vengono richiamate e condivise anche a Roma:

  • Anchorage Group – London
  • Tiziana Rocca, Direttrice Taormina Film Festival
  • Paolo Graziano, Executive Chairman, Magnaghi Aerospace Group
  • Salvatore Burrafato, Presidente Gesap – Aeroporto Falcone Borsellino di Palermo
  • Francesco Pinto, Segretario Generale ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali
  • Gianni e Francesco Casella, Studio Casella International
  • Claudio Bugatti, CEO Gruppo Bugatti Industrie
  • Giuseppe Brindisi, Giornalista televisivo – Gruppo Mediaset
  • Ciro Irace, Scrittore e autore di Mare Chiaro
  • Nunzio Puccio, Presidente BEI
  • Mario Esposito, Presidente Premio Penisola Sorrentina

Non singole eccellenze, ma un racconto corale. È così che l’eccellenza italiana diventa patrimonio condiviso: quando il merito si riconosce, si incontra e si mette al servizio della comunità.

Lucidi: “A Miami Art Basel, prima del lancio dell’Anchorage Art Fund”

Roma, 19 dicembre 2025 – Ancora a studiare, ancora un lavoro di gruppo: Massimo Lucidi, giornalista internazionale e Presidente della Fondazione E-novation, spiega la sua presenza a Miami, in occasione di Art Basel, con la vicepresidente della Fondazione, la newyorkese Azzurra Rinaldi.

“In un mondo che cambia continuamente, in un mercato internazionale dell’arte che cresce ma che richiede anche competenze diverse, far parte di un progetto di sviluppo che parta dell’arte classica e contemporanea per far conoscere e dialogare generazioni diverse in nome della Bellezza e del collezionismo che è custodia del Creato, è una operazione economica e culturale rivoluzionaria e intelligente, perchè dimostra come oggi si possa fare Bene alla società e al Futuro comune creando Valore per tutti”.

Non ha dubbi Massimo Lucidi nel presentare le ragioni della propria presenza a Miami Art Basel: offrire il proprio contributo ad Anchorage Group Art, nell’ambito della preparazione strategica per l’imminente lancio dell’Anchorage Art Fund.

Partecipare alla fiera d’arte contemporanea più importante al mondo ha offerto una preziosa opportunità per valutare le attuali offerte di mercato e le tendenze dei prezzi, nei segmenti chiave del mercato dell’arte globale.

“Da tempo osservavo che l’arte contemporanea è sempre piu materica e si fa interessante proprio per questa capacità di innovare e sperimentare continuamente. In questa edizione ho rilevato, particolarmente, una sincera attenzione alle questioni del mondo attraverso un occhio che vuole cercare e valorizzare la verità. A mettere in evidenza e a far capire quanto lavoro c’è dietro a un’opera. La coerenza tra cuore e mente dell’artista in cui il fruitore dell’opera si riconosca e inserisca il proprio sistema valoriale nell’opera stessa che andrà poi vissuta nel proprio ambiente. Un processo osmotico ed emozionale, prima ancora che valoriale e finanziario. E questa percezione mi ha molto incoraggiato sulla bontà della visione di Anchorage Group Art”, spiega Lucidi.

Uno degli obiettivi principali della visita era valutare la qualità, la disponibilità e il posizionamento delle opere d’arte attualmente presentate a collezionisti istituzionali e privati. Questa osservazione diretta del mercato è un passaggio fondamentale per definire la strategia di investimento e i criteri di acquisizione del futuro Anchorage Art Fund.

Allo stesso tempo, Anchorage ha interagito con collezionisti, consulenti e operatori di mercato per valutare l’interesse degli investitori per soluzioni di investimento basate sull’arte. Particolare attenzione è stata dedicata all’ascolto e alla comprensione dell’interesse dei collezionisti a partecipare a una struttura di fondi d’arte agile, in grado di operare in due aree: da un lato, la disponibilità degli investitori a investire in opere d’arte appartenenti al fondo, dal punto di vista puramente finanziario.

D’altro canto, queste discussioni hanno anche evidenziato un crescente interesse da parte dei collezionisti a monetizzare parte del valore delle loro opere d’arte, pur mantenendone la proprietà. La struttura proposta consentirà ai collezionisti di trasferire le opere d’arte a un segmento dedicato, sbloccare la liquidità e reinvestire il capitale risultante in prodotti finanziari progettati per generare reddito dalla proprietà e dalla gestione delle opere.

La partecipazione di Anchorage ad Art Basel Miami ha confermato il solido slancio del mercato verso strumenti di investimento nel settore dell’arte professionalizzati, trasparenti e strutturati a livello istituzionale.

Le informazioni raccolte durante la fiera influenzeranno direttamente la strutturazione finale e la strategia di lancio dell’Anchorage Art Fund.

“Mi piace pensare che se ero arrivato a Miami con l’idea che attraverso la finanza internazionale nell’arte si potesse creare Valore, ho lasciato Miami con la convinzione che la possa rendere pure più visibile, condivisa e dunque democratica, elevandone il grado di fruizione dal salotto di casa ai saloni espositivi internazionali. Anchorage Group Art ha le professionalità e le competenze giuste per poterlo fare”, conclude Lucidi.

Una pagina tante storie: presentato in anteprima nazionale il nuovo progetto artistico e narrativo del Dott. Raffaele Spiazzi

Raffaele Spiazzi una pagina tante storie

Presentato venerdì 19 dicembre 2025 in anteprima nazionale al Teatro Sant’Afra di Brescia davanti a una platea di oltre 250 persone il progetto artistico del Dott. Raffaele Spiazzi “UNA PAGINA TANTE STORIE”, più di un semplice libro d’arte, un percorso di vita e di sguardi.

Come racconta l’autore, per sua stessa definizione medico e “artista per diletto”, oggi direttore sanitario dell’IRCCS Giannina Gaslini di Genova e già alla guida, dal 2001 al 2018, dell’Ospedale dei Bambini degli Spedali Civili di Brescia, l’opera nasce dall’intreccio naturale di due vocazioni che lo accompagnano sin dall’adolescenza: la cura e il disegno, da lui vissute non già come hobby e professione, ma “come due modi di guardare il mondo”.

Sul palco, il racconto del progetto è stato condotto da Spiazzi in un serrato dialogo-intervista con il giornalista Marcello Zane. Tra le corsie d’ospedale e una matita in mano, si è parlato di come il progetto abbia preso origine e forma dall’attività narrativa e illustrativa raccontata sui social network, dove nel tempo la pagina Facebook di Raffaele Spiazzi è diventata una piccola comunità di lettori, uno spazio in cui immagini, ricordi e riflessioni si sono sedimentati fino a comporre un mosaico coerente: UNA PAGINA TANTE STORIE, appunto.

“Chi l’ha detto che si debba scegliere una sola strada? Fin da ragazzo ho sentito che la mia vita si sarebbe mossa sempre tra due linee: la cura e il disegno. “UNA PAGINA TANTE STORIE” nasce così: non come raccolta di opere, ma come percorso d’immagini che hanno accompagnato i miei anni, i luoghi, le persone. Ho scelto di lasciare che fossero loro a parlare: non per spiegare, ma per ricordare, evocare, suggerire”, racconta l’autore.

L’opera: una raccolta di disegni in cinque capitoli

Il volume, edito da Liberedizioni, è organizzato come un vero percorso artistico e umano, articolato in cinque sezioni tematiche:

  • TRATTI – Unendo i puntini da uno a trenta: le prime opere, gli esercizi, le caricature, l’apprendistato grafico e affettivo che racconta casa Spiazzi, zeppa di quadri e di vita. Con la figura del padre Luciano, appassionato e noto cultore dell’arte bresciana, prematuramente scomparso, a tracciare in opere e parole una sorta di testamento culturale che accompagnerà il lavoro di Raffaele nel tempo;
  • RITRATTI – La palestra dello sguardo: sono gli anni del lavoro sul ritratto, volti e incontri che hanno segnato un cammino, palestra per approfondire le tecniche del disegno e del colore;
  • DISTRATTI – Vignette, caricature e pennini graffianti: l’ironia come strumento di lettura della realtà. Sono gli anni dei Pennini Graffianti, ma anche del disegno al servizio della professione;
  • ESTRATTI – Come con un nuovo paio di occhiali: è il capitolo dedicato alla serie monografica delle copertine raccontate di Brescia Medica;
  • RIATTRATTI – Salvare la bellezza: la maturità artistica e lo sguardo sulla bellezza come ultimo approdo. È, infine, il capitolo del riemergere prepotente della voglia di fare arte per l’arte, dell’offerta dei lavori degli anni “gasliniani” al dialogo, se mai dialogo sarà, tra le opere e chi le guarderà.

Tra i materiali più preziosi e peculiari, l’intero capitolo dedicato alle 36 copertine di Brescia Medica prodotte in dodici anni, che saranno presto oggetto anche di una mostra-evento organizzata insieme con l’Ordine dei Medici di Brescia: un catalogo visivo, uno spaccato di storia che riflette ironicamente e racconta con profondità le stagioni della professione medica di questi anni.

Il dottor Raffaele Spiazzi è un medico con una lunga esperienza nella direzione sanitaria ospedaliera, maturata attraverso ruoli di crescente responsabilità presso gli Spedali Civili di Brescia e, dal 2018, come Direttore Sanitario dell’IRCCS Gaslini di Genova.

Dopo la laurea con lode in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, ha guidato per molti anni l’Ospedale dei Bambini di Brescia, contribuendo allo sviluppo di modelli organizzativi innovativi e di percorsi clinico-educativi dedicati alle patologie croniche pediatriche.

È stato docente per oltre vent’anni presso l’Università di Brescia, insegnando economia sanitaria, epidemiologia e organizzazione dei servizi. Autore e coautore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, ha negli anni partecipato attivamente a gruppi di lavoro e comitati per le regioni Lombardia e Liguria, per diverse società scientifiche e per AOPI, Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani, occupandosi di qualità, umanizzazione e promozione della salute in ambito ospedaliero.

Accanto alla carriera sanitaria, coltiva da sempre una riconosciuta attività artistica come illustratore scientifico e autore di progetti comunicativi dedicati ai bambini. Sue molte illustrazioni che ancora oggi decorano le pareti dell’Ospedale dei Bambini di Brescia. Dal 2012 cura le immagini di copertina della rivista Brescia Medica. Cultore della caricatura e del disegno umoristico, insieme con il gruppo dei Pennini Graffianti ha partecipato a importanti esposizioni e manifestazioni pubbliche tra il 2005 e il 2012 nell’ambito provinciale.

Maratoneta per passione, ha sostenuto programmi di promozione della salute attraverso l’esercizio fisico, collaborando con iniziative rivolte ai pazienti affetti da malattie croniche.

Un anno di attività per il Parco Agricolo Regionale del Monte Netto

Bilancio di fine anno: i risultati dell’Ente Parco del Monte Netto

A poco più di un anno dal suo insediamento alla guida dell’Ente Parco del Monte Netto, il Presidente Flavio Bonardi traccia un bilancio dei principali risultati raggiunti, tra collaborazioni internazionali, iniziative culturali, progetti educativi e interventi di tutela e valorizzazione del territorio.

Apertura internazionale ed Erasmus+

Per la prima volta nella sua storia, nel 2025 il Parco ha ospitato due studenti dell’istituto irlandese CDETB–Coláiste Dhúlaigh CFE di Dublino nell’ambito del programma Erasmus+ VET. Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Mistral di Brescia, gli studenti hanno partecipato ad attività pratiche e di ricerca dedicate alla tutela del verde, alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio. L’esperienza sarà riproposta nel 2026, con la volontà di accogliere nuovi studenti internazionali.

Promozione culturale e valorizzazione del territorio

Il 2025 ha visto un forte impegno del Parco nella promozione artistica e culturale attraverso diversi appuntamenti chiave:

  • Festival Musica & Cinema 2025: In collaborazione con il critico cinematografico Enrico Danesi, è stata realizzata la prima edizione del Festival, con due eventi ospitati dalle aziende vitivinicole Lazzari e San Michele che hanno richiamato circa 150 partecipanti. Il festival sarà riproposto nell’estate 2026.
  • “Il Grande in Provincia”: In collaborazione con la Fondazione Provincia di Brescia Eventi, il Parco ha ospitato un concerto jazz nel cortile di Palazzo Bocca a Capriano del Colle. L’edizione 2026 si terrà nel Comune di Flero, nella cornice di Villa Grasseni.
  • Convegno alla Festa dell’Uva: Un incontro dedicato al ruolo del Parco nella promozione del territorio, con interventi del Presidente Flavio Bonardi, del Direttore Arch. Ettore Monaco, della Presidente del Consorzio Vini Montenetto Mariagrazia Marinelli e del rappresentante Coldiretti Simone Frusca.
  • BiciclettIAMO Monte Netto: Organizzata il sabato pomeriggio, la biciclettata naturalistica ha previsto una degustazione finale in collaborazione con il Birrificio Riversa e l’Azienda Agricola Tre Gatti.

Progetti educativi e benessere

  • STEM CAMP – Centro Ricreativo Estivo: Organizzato per la prima volta in collaborazione con il Comune di Poncarale e la Fondazione Sorelle Girelli. Il progetto ha coinvolto circa 80 bambini tra i 6 e gli 11 anni in attività di esplorazione scientifica nell’ecosistema del Parco.
  • Yoga in vigneto: Nel mese di giugno, il corso di yoga al calar del sole ha visto la partecipazione di circa 80 persone, rafforzando l’offerta legata al benessere psicofisico in natura.
  • Progetto “Arte Natura” con il Liceo Artistico Foppa: Siglata una convenzione per la creazione di opere d’arte realizzate con materiali naturali e integrate nel paesaggio. Il percorso include anche un’analisi economica del valore generato dalla riqualificazione territoriale.

“Il nuovo progetto promosso dall’Ente Parco Agricolo Regionale Monte Netto e dal Liceo Artistico Vincenzo Foppa nasce con l’obiettivo di trasmettere ai giovani il valore dell’appartenenza al proprio territorio, educandoli alla conoscenza del patrimonio culturale e alla consapevolezza di un rapporto sostenibile con la natura, nel rispetto della biodiversità di flora e fauna.” — Flavio Bonardi, Presidente del Parco

Tutela, paesaggio e servizi ai cittadini

L’Ente ha intensificato le attività amministrative di tutela ambientale e paesaggistica:

  • Esaminate circa 30 pratiche paesaggistiche tra il 2024 e il 2025.
  • Gestite 18 richieste di autorizzazione al taglio in bosco tramite il sistema regionale SISCO.
  • Rilasciate annualmente tra le 20 e le 30 autorizzazioni per il taglio di alberi in filare deperienti o per diradamento.
  • Valutate 14 pratiche per conto del Comune di Poncarale tramite la Commissione per il Paesaggio del Parco.

Bandi, finanziamenti e manutenzioni

Nel 2025 il Parco ha ottenuto risorse fondamentali per la cura dell’area:

  • 61.000 € da bandi regionali per la manutenzione ordinaria (annualità 2025–2027).
  • 118.000 € per la manutenzione straordinaria del Bosco dei Castagnari e dei Boschi delle Stelle e delle Viti (conclusione prevista nel 2026).
  • 18.000 € di finanziamento regionale dedicato ai programmi didattici di educazione ambientale nelle scuole dei tre Comuni del Parco.

Conclusioni

«Il Parco del Monte Netto – afferma il Presidente Bonardi – sta dimostrando come la collaborazione tra enti, comunità, scuole e aziende possa generare valore per il territorio. Il nostro impegno continuerà nel 2026, con l’obiettivo di integrare sempre più natura, cultura, agricoltura e partecipazione, offrendo opportunità di crescita sostenibile e condivisa.»

Il personale degli Istituti Penitenziari di Brescia in visita al reparto di Oncoematologia Pediatrica degli Spedali Civili

In occasione dell’approssimarsi delle festività per il Santo Natale gli Istituti Penitenziari di Brescia hanno voluto dimostrare vicinanza e solidarietà al reparto di oncoematologia pediatrica degli Spedali Civili.

Difatti, in questa settimana, il Direttore, Francesca Paola Lucrezi ed il Comandante di Reparto, Aldo Scalzo unitamente al Direttore dell’U.O.C. Sanità Penitenziaria, Valentina Stanga e coordinatore infermieristico, Ludovico Cerasani, hanno fatto visita al nosocomio cittadino portando un segno tangibile di vicinanza e sostegno ai piccoli coraggiosi ospiti del reparto, che verrà destinato all’implementazione delle attrezzature necessarie per la cura.

Tra le altre cose, sono stati donati dolciumi e piccoli giocattoli considerata la ricorrenza di Santa Lucia.
La visita si è svolta alla presenza del Direttore Socio-Sanitario, dott. Burato ed al Direttore di Reparto, dott. Porta
Un gesto fatto con il cuore, nato dalla proposta e dalla sensibilità del Personale di Polizia dei due Reparti degli Istituti Penitenziari di Brescia e che ha visto la sentita partecipazione di tutto il personale, sia civile che di Sanità Penitenziaria.

Un gesto importante che testimonia la vicinanza a quanti ogni giorno vivono nella sofferenza ed attesa, nella speranza che la solidarietà mostrata possa essere di conforto e sostegno per i piccoli degenti e le loro famiglie nonché per tutto il Personale sanitario che con dedizione, competenza e coraggio quotidianamente prestano loro l’attenzione e le cure necessarie.

FC Lumezzane: ufficiale l’acquisto del calciatore Sasha Mancini fino al 30 giugno 2027

FC Lumezzane è lieto di annunciare l’acquisizione delle prestazioni sportive del calciatore Sasha Mancini fino al 30 giugno 2027.

Mancini, difensore esterno classe 2004 nato a Bruxelles (Belgio) e di passaporto italo-belga, cresce nelle giovanili di Zaventem e Diegem prima di approdare per la prima volta in Italia nella Polisportiva Santa Maria, militante nella stagione 2022/23 in Serie D. Con il club campano rimane una stagione, disputando un totale di ventisei presenze tra campionato e Coppa Italia e andando a segno in due occasioni.

Nella stagione successiva si trasferisce al Ravenna, sempre in Serie D, dove disputa ventisei gare di campionato mettendo a referto una rete e contribuendo al secondo posto finale della squadra, oltre a due presenze in Coppa Italia.

Nel campionato 2024/25 approda in Serie C alla Casertana, con cui colleziona due presenze in Coppa Italia e sette in campionato.

Mancini vestirà la maglia numero 70 e sarà a disposizione del tecnico Troise alla ripresa del campionato, dopo la riapertura delle liste nel mercato di gennaio.


«Ho trovato un ambiente molto competitivo e sano, una squadra che ha le idee chiare con un allenatore molto preparato. – le prime parole in rossoblù di Sasha Mancini – Partecipare alla cena di Natale della società mi ha fatto comprendere appieno l’ambizione e il modo di lavorare di questo club, permettendomi di accelerare il mio inserimento nel gruppo squadra. Vengo con grandi stimoli e con la voglia di aiutare la squadra ad allontanarsi il prima possibile dalla zona calda per poi cercare di arrivare il più in alto possibile. Sono un giocatore di tutta fascia e posso giocare sia a destra che a sinistra, da terzino o da esterno di centrocampo».


«Con Mancini la società ha dimostrato di essere pronta ad agire e brava a cogliere un’opportunità importante con un calciatore giovane e di prospettiva» – le parole del direttore sportivo Simone Pesce«Dovevamo sostituire numericamente l’assenza di Diodato, che purtroppo ha terminato la stagione a causa dell’infortunio al ginocchio, e Mancini rappresenta l’alternativa ideale dal punto di vista tattico, potendo ricoprire più posizioni sulla fascia e garantendo duttilità a seconda del sistema di gioco che il tecnico vorrà utilizzare».

GIOVANI IMPRENDITORI: oltre 600 presenti stamattina al Teatro Grande di Brescia per la XXIV edizione di IMW – Innovation Makes Wonders

GIOVANI IMPRENDITORI: oltre 600 presenti stamattina al Teatro Grande di Brescia per la XXIV edizione di IMW – Innovation Makes Wonders

  • L’evento “Oltre la Città. Abitare nuovi mondi” ha rappresentato un viaggio attraverso le trasformazioni che stanno ridisegnando il nostro modo di vivere.

Brescia, 17 dicembre 2025 – Oltre 600 persone – tra studenti, imprenditori e cittadini – hanno partecipato stamattina alla XXIV edizione di IMW – Innovation Makes Wonders, l’annuale convegno dedicato all’innovazione organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia al Teatro Grande di Brescia, con il patrocinio del Comune di Brescia e in collaborazione con ANCE Brescia e Brescia Mobilità.

L’edizione 2025, intitolata “Oltre la città. Abitare nuovi mondi”, ha rappresentato un viaggio attraverso le trasformazioni che stanno ridisegnando il nostro modo di vivere, costruire, muoverci e immaginarci, fino a spingerci al di là dei confini del pianeta ed esplorare il futuro del “fare impresa”.

Durante l’appuntamento sono intervenuti Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, Francesco Veneziani, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia, Alessandro Marini, presidente di Brescia Mobilità, Ezio Micelli, professore ordinario Università IUAV di Venezia, Valentina Sumini, Space Architect, Research Affiliate a MIT Space Exploration Initiative e Visiting Professor al Politecnico di Torino, e Adrian Fartade, divulgatore scientifico, performer e content creator.

“Visione e futuro: sono state queste le due parole chiave dell’edizione 2025 di IMW – spiega Francesco Veneziani, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia –. L’importante partecipazione ci conferma che la scelta delle tematiche è stata giusta. Quando nei mesi scorsi abbiamo infatti definito il titolo “Oltre la città”, lo abbiamo fatto con l’idea di aprire un varco, un invito a guardare ciò che vediamo intorno a noi tutti i giorni con occhi diversi. Ora appuntamento all’anno prossimo, per il 25esimo anniversario dell’evento”.

Fonte: Confindustria Brescia