Desenzano, inaugurata la nuova passeggiata a lago: completato il restyling

Taglio del nastro per il terzo e ultimo lotto tra via Gramsci e vicolo delle Lavandaie. Un’opera strategica che unisce qualità architettonica, sicurezza urbana e rilancio turistico, frutto della sinergia tra Comune, Regione e Autorità di Bacino.

Il lungolago di Desenzano del Garda cambia volto e diventa sempre più attrattivo. Giovedì 21 maggio è stato inaugurato ufficialmente il terzo e ultimo lotto del vasto progetto di riqualificazione del lungolago cittadino, nel tratto compreso tra via Gramsci e lo storico vicolo delle Lavandaie. Un traguardo atteso che va a collegare in modo fluido e moderno il centro storico alla spiaggia del Desenzanino.

Alla cerimonia, che ha visto una grande partecipazione di cittadini e autorità locali, è intervenuta anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, a testimonianza del forte coinvolgimento del Pirellone nell’opera.

I numeri di un maxi-investimento

Questo ultimo intervento ha richiesto un quadro economico di 3.140.000 euro, frutto di una stretta collaborazione istituzionale: 1,25 milioni a carico del Comune di Desenzano, 1,25 milioni stanziati da Regione Lombardia e 640.000 euro coperti dall’Autorità di Bacino Laghi Garda e Idro.

Cifre che vanno a sommarsi ai lotti precedenti, inaugurati rispettivamente nel 2021 e lo scorso anno, per un valore totale del restyling che supera gli 8,3 milioni di euro (di cui ben 3,5 milioni finanziati da Regione Lombardia). «Su quest’opera abbiamo compiuto uno sforzo rilevante – ha sottolineato l’assessore Terzi – completando un percorso di valorizzazione di una delle destinazioni più attrattive della Lombardia».

Una “piazza sospesa sull’acqua” tra storia, verde e design

La nuova promenade si sviluppa per circa 200 metri, mantenendo una generosa larghezza costante di 9 metri. A fare da filtro tra la viabilità e il percorso pedonale è stata inserita una fascia verde larga dai 2 ai 4 metri, arricchita dalla piantumazione di nuovi Tilia europaea e arbusti sempreverdi, nel pieno rispetto degli alberi di pregio preesistenti.

Il profilo sinuoso dell’affaccio a lago è stato impreziosito dall’utilizzo di materiali tipici del territorio: pavimentazione in granito chiaro “Tonalite”, eleganti bordi in marmo rosso Verona e sedute in cemento bianco e legno. Ad illuminare il percorso, un moderno impianto a LED votato alla sostenibilità.

Di particolare pregio è la valorizzazione della storica discesa a lago “delle Lavandaie”: per l’occasione sono state svelate due sculture dedicate proprio alla figura delle lavandaie, realizzate dall’artista Angiolino Aime, che restituiscono alla città un pezzo della sua identità storica. «La passeggiata si configura come una vera e propria piazza sospesa sull’acqua, integrata con il percorso esistente e con il centro balneare», ha commentato Claudia Maria Terzi.

Non solo estetica: la sicurezza al centro

L’opera, tuttavia, non risponde soltanto a un’esigenza paesaggistica o turistica. Il progetto riveste una funzione strategica fondamentale per la sicurezza urbana e ambientale. L’ampliamento della banchina verso il lago, infatti, ha permesso di allontanare il punto di frangimento delle onde dalla carreggiata stradale, mitigando gli effetti negativi del moto ondoso lacustre durante i maltempi. Un accorgimento ingegneristico che garantisce oggi una maggiore protezione della strada e percorsi nettamente più sicuri e fruibili per pedoni e ciclisti.

La nuova passeggiata di Desenzano si inserisce così in un mosaico più ampio di investimenti sul demanio lacuale, che comprende il potenziamento della navigazione laghi e lo sviluppo della Ciclovia del Garda, puntando a sostenere l’economia del territorio rendendolo sempre più accessibile e moderno.

Foto di Manuel Lanzani

Meloni al PalaLeonessa: patto di ferro con Coldiretti, ma l’agricoltura trema per i rincari

L’abbraccio di 4.000 agricoltori bresciani alla premier e a un parterre governativo d’eccezione. Sullo sfondo, l’allarme per l’esplosione dei costi di produzione e le critiche alle politiche europee.

Brescia si trasforma per un giorno nella capitale politica d’Italia. Al PalaLeonessa, in occasione dell’assemblea «La forza amica del Paese» promossa da Coldiretti, i massimi vertici dell’esecutivo si sono riuniti per ribadire la centralità del comparto agricolo. Accolta da un’ovazione e da una platea di quattromila agricoltori, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata accompagnata da un parterre istituzionale di altissimo livello: presenti i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini (quest’ultimo in mattinata a Lonato), il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il titolare dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Ad accoglierli, le massime autorità locali e regionali, oltre ai vertici dell’associazione agricola, tra cui la leader bresciana Laura Facchetti e il presidente nazionale Ettore Prandini.

Un asse consolidato: la “Sovranità Alimentare”

Il legame tra l’attuale esecutivo e Coldiretti ha radici profonde, che la stessa Meloni ha tenuto a rivendicare dal palco, ricordando come la sua prima uscita pubblica da premier, poco dopo le elezioni del 2022, fu proprio in un villaggio dell’associazione. «L’agricoltura è per questo Governo una priorità assoluta. Non per calcolo, ma per convinzione», ha esordito la presidente del Consiglio, rivendicando la scelta politica – nata proprio dal dialogo con gli agricoltori – di inserire il concetto di “Sovranità alimentare” nel nome del Ministero. «Siamo in una stagione storica in cui le crisi geopolitiche riportano al centro del dibattito il tema del cibo e della sicurezza alimentare. Agricoltura e produzione sono forme di sovranità a cui una nazione non può rinunciare se vuole rimanere libera».

Il grido d’allarme dagli spalti: i costi insostenibili

Tuttavia, allontanandosi dal palco e ascoltando gli umori sugli spalti, emerge un quadro di profonda preoccupazione. La base agricola bresciana è in sofferenza, stretta nella morsa dei rincari. I numeri raccontano una realtà difficile: il gasolio agricolo è schizzato da 0,7 a 1,3 euro al litro, un salasso per macchinari che consumano fino a 40 litri all’ora. A questo si aggiunge la scarsità e il rincaro dei fertilizzanti, i cui prezzi sono lievitati oltre il 40% rispetto alla scorsa stagione.

Gli agricoltori lanciano un avvertimento chiaro anche ai consumatori: gli aumenti visti finora sugli scaffali sono legati principalmente a logistica e grande distribuzione. «Gli effetti legati agli aumenti dei costi di produzione non li abbiamo ancora visti», spiegano. E di fronte alle misure messe in campo dal governo, le certezze del bacino elettorale sembrano farsi più sfumate: se in molti riconoscono che «miracoli non ne fa nessuno», altri avvertono che «non bastano gli sconti sulle accise per andare avanti, non si può vivere di proroghe ogni venti giorni».

La risposta del Governo: l’offensiva su Bruxelles

Nei suoi ventotto minuti di intervento, la premier ha provato a rassicurare la platea indirizzando le responsabilità verso le politiche di Bruxelles. La richiesta italiana all’Europa è quella di una maggiore velocità di reazione sul tema energetico, chiedendo che l’energia venga considerata, anche nei vincoli del Patto di Stabilità, strategica quanto la spesa per la difesa. «Se non siamo in grado di difendere le nostre imprese, rischiamo che non ci sia più nulla da difendere», ha avvertito Meloni.

A supporto dell’azione di governo è intervenuto anche il ministro Lollobrigida, sottolineando i 16 miliardi investiti nel settore in tre anni e mezzo e puntando il dito contro un’Europa «troppo legata alla burocrazia e disattenta ai mercati». Un messaggio di ottimismo è arrivato invece da Antonio Tajani, che ha evidenziato come l’economia reale si basi sulla perfetta sinergia tra industria e agricoltura. I numeri, d’altronde, premiano l’export agroalimentare italiano, che ha contribuito alla crescita del 3,2% delle esportazioni complessive registrata nel 2025, superando le difficoltà legate a guerre e dazi.

Il monito di Prandini e le prospettive politiche

A chiudere il cerchio è stato il “padrone di casa”, Ettore Prandini. Il presidente di Coldiretti, oltre ad affiancare il governo nelle critiche all’Unione Europea per una burocrazia che favorisce la delocalizzazione a discapito della sicurezza agroalimentare, ha lanciato un forte appello per la stabilità istituzionale: «Non possiamo più permetterci governi che durano un anno. Vinca il centrodestra o il centrosinistra, ma si governi per cinque anni».

A margine dell’evento, Prandini ha anche colto l’occasione per spazzare via le voci su un suo futuro impegno diretto in politica. Smentita categoricamente l’ipotesi di una sua candidatura alla presidenza di Regione Lombardia nel 2028: «Fino a fine 2028 sarò presidente degli agricoltori italiani e intendo continuare a rappresentarli. Voglio bene alla Lombardia e alla mia provincia, ma voglio più bene agli agricoltori bresciani».

Caos trasporti nel bresciano: sciopero CGIL bilndato

BRESCIA – Giornata ad alta tensione per i pendolari e i viaggiatori nel Bresciano a causa dello sciopero nazionale indetto dalla CGIL per protestare contro la Legge di Bilancio 2026. La mobilitazione ha avuto un forte impatto sui trasporti pubblici locali e sulla rete ferroviaria. Si prevedono disagi per tutta la giornata, con l’invito a consultare gli orari garantiti prima di muoversi.

Servizio Autobus: Le Fasce Orarie Critiche

Il Gruppo Brescia Mobilità ha avvisato la cittadinanza che il servizio autobus e metropolitana potrebbe subire interruzioni e disagi non previsti.

Gli orari in cui l’adesione allo sciopero si farà sentire maggiormente, al di fuori delle fasce di garanzia non specificate, sono:

  • Mattina presto: Fino alle ore 6:00
  • Tarda Mattina: Dalle ore 9:00 alle ore 11:30
  • Pomeriggio/Sera: Dalle ore 14:30 fino alla conclusione del servizio.

TRENORD e FERROVIENORD: Cancellazioni Fino a Sera

Lo sciopero ha colpito duramente anche il settore ferroviario, gestito da FerrovieNord. Le corse regionali, suburbane e i collegamenti aeroportuali Malpensa Express e S50 Malpensa Aeroporto-Bellinzona sono a rischio variazioni e cancellazioni fino alle 21:00.

Le Corridie Più a Rischio:

Per le linee che circolano su rete FerrovieNord, come la Brescia-Iseo-Edolo, sono state annunciate ulteriori ripercussioni tra le 21:00 e la mezzanotte.

Fasce Orarie di Garanzia:

Per tutelare i pendolari, è garantita la circolazione dei treni essenziali nelle seguenti ore di punta:

  • Mattino: Dalle 6:00 alle 9:00
  • Sera: Dalle 18:00 alle 21:00

I passeggeri sono invitati a consultare l’elenco dei treni garantiti sul sito ufficiale di Trenord. Per le corse aeroportuali soppresse, sono stati previsti autobus sostitutivi diretti tra Milano Cadorna/Stabio e Malpensa Aeroporto.

Non Solo Trasporti: La Protesta in Piazza

Già dalla mattinata, le prime soppressioni e ritardi hanno causato forti disagi ai pendolari. Parallelamente, nelle strade del capoluogo si è svolto il corteo della CGIL, che ha mosso da San Faustino fino a Piazza Paolo VI, con la partecipazione stimata di circa quattromila persone.

Oltre ai trasporti, lo sciopero potrebbe coinvolgere potenzialmente anche altri settori pubblici nevralgici, come la scuola e i servizi sanitari.