“Buon Natale”, una parolaccia

Se “Buon Natale” diventa una parolaccia a Brescia… poi non ci lamentiamo

Ieri compravo libri per doni e mi sono recato al piano dedicato ai pacchetti della Libreria sul Corso a Brescia, quando ho assistito a una scena che mi ha fatto riflettere e che condivido con Voi. 

Una Signora congedandosi da una Amica con il velo, prima dice Buon Natale poi mette la mano davanti alla bocca e chiede scusa per averla offesa… La signora musulmana che portava il velo con naturalezza (come dovrebbe fare chi desidera farlo) ha detto “ma no, perchè Ti scusi… al più diciamo Buone feste, ma Buon Natale ci sta”.

Il conformismo e le radici

Buon Natale ci sta. La conformista in salsa bresciana, inclusiva e neutra non ci sta con la testa. Come può la nascita di un Re che parla di Amore e Libertà per finisce poi crocifisso, offendere qualcuno? Come si può nascondere l’origine della nostra cultura occidentale, con la nascita di Gesù di Nazareth?

Come si può rinnegare il Natale in Europa per poi sorprenderci che stiamo perdendo identità culturale e viviamo una profonda crisi morale e politica? E ci mettiamo pure la mano davanti alla bocca. Come se avessimo fatto qualcosa di sbagliato, procurato turbamento, imbarazzato qualcuno. Con quella mano che a Teheran Ti tagliano se sbagli, qua puoi fare solo una cosa, cara Signora. Pulirsi.

Un invito alla riflessione

La utilizzi per pulirsi. Pulisca il proprio animo dal conformismo di questi tempi e ritrovi pace ed equilibrio con se stessa e con il prossimo. I valori condivisi appartengono al territorio, alla storia, alla cultura radicata che è Cultura della Vita. Altrimenti non è ancora Cultura ma è qualcosa in evoluzione (e speriamo mai involuzione) che per stati successivi affermerà il primato della vita.

Con questo Spirito ci facciamo gli Auguri dicendoci Buon Natale perchè quel Bambino che torna a nascere ci accompagni in un anno di cambiamento e di Speranza.

Massimo Lucidi.