Autore: Marco Rossi
Questo articolo è estratto dal primo numero cartaceo di Avanti Brescia.
“Ho preso il Diploma di Laurea nel 2001 in Grafologia all’Università di Urbino (…). E’ proprio in quegli anni che ho incontrato e conosciuto Adriano Paroli: è questo il momento che cambia la mia vita e le fa prendere la piega dell’impegno politico”. Con queste parole si apre la sua biografia ufficiale sul sito ufficiale del Pirellone. Oggi Claudia Carzeri è uno dei riferimenti bresciani di Forza Italia e in particolare della corrente che fa capo all’associazione Tommaso Moro. Una componente – di cui fanno parte anche Paola Vilardi, Flavio Bonardi, Albano Bertoldo, Marco Rossi e tanti altri – che nel tesseramento 2025 ha raccolto circa 4mila adesioni (erano 3mila su 7.300 iscritti totali l’anno precedente) e che esprime oggi i segretari di 62 circoli territoriali bresciani sun 138. Candidandosi, dunque, legittimamente a guidare il congresso provinciale che si terrà tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
DOMANDA – Partiamo dall’inizio. In cosa è stato decisivo il suo incontro con Paroli?
RISPOSTA – Avevo 24 anni, mi ero appena laureata e non avevo mai fatto politica, pur avendola respirata molto in famiglia: penso ai miei genitori, ma anche a mio zio (Rubens Carzeri, assessore democristiano in Loggia per un decennio con i sindaci Boni e Trebeschi, ndr). Con Paroli ho iniziato a occuparmi della segreteria del gruppo, poi – anche grazie a quella esperienza – mi sono accorta di avere un’attitudine per le questioni organizzative, la passione è cresciuta e ho fatto un passo in più: ho rinunciato all’obiettivo di diventare una grafologa per occuparmi attivamente di politica.
DOMANDA – Una curiosità. Da grafologa, cosa le dice la firma di Adriano Paroli?
RISPOSTA – Il fatto che tenda verso destra racconta di una persona con una evidente predisposizione verso il prossimo, mentre lo stile curvo e poco angoloso indica una forte capacità di adattamento. Qualità che riconosco in Adriano.
DOMANDA – Con Paroli e altri, lei è uno dei riferimenti dell’associazione Moro, che fa riferimento al mondo di Comunione e Liberazione, ed è oggi una delle principali correnti – forse la principale – del partito bresciano . In cosa vi distinguete dalle altre (quelle che fanno riferimento a Simona Tironi e Maurizio Casasco)?
RISPOSTA –Frequento la scuola di comunità di Cl e certamente mi riconosco in determinati ideali. Ma l’associazione (che nel 2013 ha raccolto l’eredità politisca dell’Aeropago, ndr) va oltre , cercando di dialogare anche con le realtà vive del territorio. Di sicuro siamo la componente più storica di Forza Italia e abbiamo legami molto forti tra noi: a legarci, infatti, non è solo l’identità politica, ma anche l’amicizia personale e la stima. Poi, certo, siamo la componente più cattolica del partito…
DOMANDA – Ma la Forza Italia del dopo Berlusconi in quale direzione sta andando? Quella di una forza liberale o di un centro più ancorato ai valori del cattolicesimo?
RISPOSTA – Credo che certe distinzioni non siano più cosi nette all’interno del partito. Certo, quando si parla di diritti ci sono accenti diversi, ma tutti siamo d’accordo sul fatto che anche la libertà deve comunque avere un perimetro. Non vedo contrasti su questo e comunque nel nostro partito c’è grande rispetto per la libertà di pensiero. A differenza del Pd, che molto spesso predica democrazia e libertà ergendosi a paladino di questi valori, ma nei fatti si comporta in maniera opposta. Come testimoniano anche le posizioni assunte da partito sul referendum della Giustizia e, nel piccolo, la recente vicenda del comico Pucci a Sanremo…
DOMANDA – Torniamo a lei. Il suo mandato in Regione scadrà nel 2028: in questi anni si è distinta per il grande attivismo sul territorio . Come è la sua giornata tipo?
RISPOSTA – Mi sveglio intorno alle 6.30 e leggo i giornali, poi verso le 8 inizio a occuparmi attivamente di politica. Una miagiornata tipo è fatta da almeno 30 telefonate (60 nei momenti più caldi), 200 risposte a differenti conversazioni su Whatsapp e molti chilometri in macchina: in un anno ne percorro mediamente 40-45mila. Oltre, owiamente, all’attività istituzionale in Regione, che si espleta soprattutto dal martedì al giovedi.
DOMANDA – In questi anni si è occupata di diversi temi. Penso ai parchi giochi inclusivi, a diverse proposte in materia di salute (in particolare quella femminile), ai locali pubblici, alle strade storiche, ai cimiteri per gli animali d’affezione . Quale provvedimento è più orgogliosa di aver contribuito a realizzare? Quale è il prossimo tema su cui concentrerà la sua attenzione?
RISPOSTA – Fra i tanti, sono felice di aver visto diventare realtà, lo scorso dicembre, il provvedimento che consente alle persone che si sottopongono a chemioterapia per accedere alla micropigmentazione anche delle sopracciglia. A qualcuno potrà sembrare una questione minore, ma per molte persone è importante avere un supporto economico per superare questa “menomazione” fisica. In questi mesi, invece, mi sto occupando della questione di come migliorare la qualità della vita dei familiari di persone affette da malattie rare. Il sistema regionale ha fatto passi in avanti importanti e, per fortuna, oggi molte persone possono avere una vita lunga e quasi “normale”. Ma possiamo e dobbiamo fare ancora di più.
DOMANDA – Il 2028 si avvicina. Per il dopo Fontana nel centrodestra si annuncia un dibattito acceso . Lei ritiene che il successore debba spettare di diritto a Fratelli d’Italia o Forza Italia ha qualche aspirazione?
RISPOSTA – La Lega ha avuto il Veneto, credo sia legittimo che Fdi in quanto prima forza dell’alleanza rivendichi la Lombardia. Ma ovviamente i numeri non bastano: dovranno essere in grado di esprimere un nome capace di ricoprire nel migliore dei modi un ruolo tanto delicato e di tenere insieme tutti. Poi, certo, se dovesse servire anche noi saremmo in grado di offrire agli alleati figure di livello per raccogliere il testimone di Fontana.
DOMANDA – A proposito di Fontana, parlando ancora alla grafologa, il presidente della Regione come si firma?
RISPOSTA – Ha un tratto molto dinamico, che testimonia spirito di adattamento, ma anche fermezza.
DOMANDA – Sul fronte opposto come vede l’ipotesi di una candidatura a presidente della Regione dell’ex sindaco di Brescia Emilio Del Bono?
RISPOSTA – Del Bono è molto conosciuto a Brescia città, meno in provincia e quasi per nulla nelle altre province lombarde. Inoltre la sonora sconfitta subita alle ultime elezioni da Giorgio Gori, una figura più trasversale e meno identificabile nel Pd, testimonia come ci sia poco spazio per una sua affermazione. Fontana ha stravinto e credo che il centrodestra possa ripetersi.
DOMANDA – A Brescia, invece, il tavolo del centrodestra come procede? C’è coesione tra i partiti dell’alleanza?
RISPOSTA – Credo che sia importante che i vertici dei partiti si trovino spesso, perché quest’anno molti Comuni andranno al voto. Si tratta di una partita importante ed è necessario trovare le modalità migliori per scegliere i futuri candidati sindaci.
DOMANDA – Avete anche il difficile compito di trovare un portabandiera per la città, che si opponga a quello del centrosinistra, verosimilmente ancora Laura Castelletti . Come giudica l’operato della sindaca? Che criterio deve adottare il centrodestra per trovare la figura giusta?
RISPOSTA – Nell’esperienza di Castelletti vedo elementi di debolezza. La coalizione che la sostiene non mi pare troppo solida e comunque mi pare manchi una regia a monte. Quanto a noi, il centrodestra deve essere capace di trovare un nome che vada oltre le logiche dei partiti, conosca bene la città e sia davvero in grado di vincere, oltre che di governare.
DOMANDA – Torniamo a lei. Come si vede “da grande”? Cosa farà il giorno in cui deciderà di lasciare la politica?
RISPOSTA – Quello che faccio oggi mi piace molto, spero di poter continuare a farlo con spirito di servizio – ancora a lungo. Quando la mia esperienza nelle istituzioni sarà conclusa, sogno di fare il giro del mondo in crociera. Poi mi piacerebbe continuare l’impegno per gli altri nel mondo delle associazioni, come volontaria, magari nel settore dell’assistenza e della sanità.


