Autore: Simona Tironi (Assessore Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia)
Questo articolo è estratto dal secondo numero cartaceo di Avanti Brescia.
Quando si parla di istruzione e futuro dei giovani, sono convinta che il primo dovere delle istituzioni sia offrire opportunità reali, valorizzare i talenti e garantire a ciascuno la possibilità di scegliere il percorso più adatto alle proprie aspirazioni . da questa convinzione che nasce il mio impegno in Regione Lombardia a favore dell’Istruzione e Formazione Professionale, una realtà che oggi rappresenta una delle eccellenze del nostro sistema educativo e uno dei principali strumenti per accompagnare i giovani verso il lavoro.
In queste settimane oltre 24.000 studenti lombardi hanno affrontato gli esami di qualifica e diploma professionale. Dietro questo numero ci sono ragazze e ragazzi che hanno investito tempo, energie e passione nella costruzione del proprio futuro, famiglie che hanno creduto in un percorso formativo concreto e qualificante e docenti, formatori, imprese che ogni giorno contribuiscono a trasformare il talento in competenza. La formazione professionale non è una scelta di ripiego, per me è una scelta di valore. Per troppo tempo in Italia si è ragionato distinguendo tra percorsi considerati più prestigiosi e altri ritenuti secondari. In Lombardia, invece, abbiamo scelto una strada diversa perché credo nella libertà di scelta educativa e ritengo che ogni giovane debba poter individuare il percorso più coerente con le proprie capacità, inclinazioni e ambizioni. La vera sfida oggi però non è stabilire quale percorso sia migliore, la vera sfida è permettere a ogni ragazzo di trovare la propria strada.
I risultati ci dimostrano che questa visione è corretta. La formazione professionale lombarda rappresenta oggi uno dei sistemi più solidi e avanzati d’Italia, grazie a una stretta collaborazione tra enti formativi, imprese, istituzioni e territorio. La Lombardia il motore economico del Paese, le nostre imprese sono protagoniste nei settori manifatturieri, tecnologici, artigianali e dei servizi. Ma sono proprio le imprese che ci segnalano sempre più spesso una difficoltà nel reperire personale qualificato; questo fenomeno si chiama ‘mismatch’, ovvero la distanza tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle disponibili. Riuscire a ridurre questo divario significa offrire opportunità ai giovani e sostenere la competitività delle imprese.
Per questo motivo la formazione professionale svolge una funzione strategica: non si limita a trasmettere conoscenze, ma costruisce competenze immediatamente spendibili, favorisce il contatto diretto con il mondo produttivo e accompagna i ragazzi verso occupazioni qualificate. I dati confermano la validità di questo modello. I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale lombardi registrano tassi di inserimento lavorativo particolarmente elevati già nei primi anni successivi al conseguimento del titolo. Ancora più significativi sono i risultati degli ITS Academy, che rappresentano il naturale completamento della filiera tecnologico-professionale 4+2: oltre l’80% dei diplomati trova occupazione entro un anno dal conseguimento del titolo e, nella maggior parte dei casi, in un settore coerente con il percorso di studi svolto. Proprio la filiera 4+2 rappresenta una delle sfide più importanti che abbiamo deciso di sostenere. Un modello innovativo che consente agli studenti di conseguire il diploma in quattro anni e di proseguire successivamente negli ITS Academy attraverso due anni di alta specializzazione tecnica, un percorso che rende ancora più forte il collegamento tra formazione e lavoro e che consente ai giovani di acquisire competenze sempre più richieste dalle imprese.
Tuttavia, quando parliamo di formazione, non possiamo limitarci a chi è già inserito in un percorso scolastico o professionale. Esistono ragazzi che rischiano di rimanere ai margini, giovani che non studiano, non lavorano e non stanno seguendo percorsi di formazione. Per questo abbiamo scelto di investire anche nel progetto Zero Neet, realizzato insieme a Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di intercettare, accompagnare e restituire opportunità a migliaia di giovani lombardi definiti ‘Neet’. Perché nessun ragazzo deve sentirsi escluso e nessun talento deve andare perduto.
In conclusione, sono estremamente convinta che la formazione non è soltanto una risposta alle esigenze del mercato del lavoro, ma bensi uno strumento di inclusione sociale, di crescita personale e di libertà che permette ai giovani di avere gli strumenti per diventare protagonisti del proprio futuro, alle imprese di trovare le competenze di cui hanno bisogno e a noi tutti di costruire una Lombardia più forte, più competitiva e sempre più in grado di affrontare le trasformazioni del nostro tempo. E questa la sfida che, come Regione. Lombardia, ho scelto di raccogliere: continuare ad investire nelle competenze, nei talenti e nelle opportunità. Perché il futuro della Lombardia passa, prima di tutto, dai suoi giovani.


