Autore: Ciro Corradini
Questo articolo è estratto dal primo numero cartaceo di Avanti Brescia.
Brescia si candida per ottenere il titolo di “Città dello Sport 2028”. Il riconoscimento è gestito dalla ACES EUROPA, associazione che, afferma con enfasi ed orgoglio, promuove lo sport in Europa. Nel recente passato, vado a memoria, il riconoscimento è stato assegnato in pompa magna con tanto di viaggio a Bruxelles di corpose delegazioni, delle quali ho fatto parte anch’io lo confesso, al Comune di Salò e quindi al Comune di Molinetto di Mazzano. Alzi la mano, il più in verticale possibile onde evitare dubbi, reprimende e denunce, chi se ne ricorda. Alzi la mano chi può affermare che quel titolo contribui ad aumentare la percezione che a Salò e Molinetto di Mazzano si facesse più attività sportiva che a Bagnolo Mella o Cazzago San Martino.
Di recente l’assessore allo sport Alessandro Cantoni ha convocato le Società sportive comunicando con orgoglio che il percorso verso l’assegnazione del titolo “Città dello Sport 2028” era iniziato. In platea curiosità e speranza. “Ci guadagnamo qualcosa visto che le nostre casse sono esangui e molte strutture cadono a pezzi?”. Risposta chiara ed esaustiva di Cantoni: “Non se ne parla nemmeno…”. Il buon Alessandro è persona appassionata e che ama lo sport, ma di fatto non ha budget. E’ una sorta di Ministro senza portafogli alle prese con l’atavico adagio: “Vorrei ma non posso”.
Per vedersi appiccicata la targhetta di “Città dello Sport” bisognerà investire. Infatti in caso di aggiudicazione del titolo, come si evince dal sito di ACES Italia: “Il Municipio (il Comune di Brescia ndr) si impegna ad individuare uno o più sponsor e partner (massimo 4) che verseranno ad ACES la somma complessiva prevista in base alla dimensione del Municipio”. Gli sponsor/partner dovranno essere riportati sotto al logo in tutte le comunicazioni. Gli importi, che potranno anche essere pagati direttamente dal Municipio, sono: Premio Diritti di immagine Capitale europea dello sport per numero di abitanti maggiore di 500.000 = Euro 38.000,00. Città europea dello sport per numero di abitanti di più di 100.000 = Euro 10.000,00. Sono inoltre a carico dei Municipi candidati i costi di viaggio, vitto e alloggio per la Commissione di Valutazione (5 membri) che rimarranno a Brescia per 3 giorni.
Vale davvero la pena di impegnarsi in quello che è di fatto uno dei tanti specchietti per allodole, rondini e cinciallegre?. Non sarebbe meglio intervenire sul Centro Sportivo San Filippo le cui strutture ed i cui campi versano in condizioni pietose?. Non sarebbe meglio cominciare a discutere sul da farsi relativamente allo stadio Rigamonti?. Non sarebbe meglio interrogarsi sul Palazzetto ex Eib dove se pesi più di quaranta kg non riesci a sederti o finisci in braccio a chi ti sta davanti?. Non sarebbe meglio investire su piste ciclabili chiuse dove i più piccoli possano provare a raccogliere l’eredità di Michele Dancelli e degli altri bresciani che fecero grande il ciclismo italiano? Non sarebbe meglio dare risposte alle società natatorie di casa nostra che a gran voce han chiesto alla Giunta ed alla Sindaca di intervenire su di un presunto monopolio della gestione piscine?


