Brescia, 876 studenti all’ottava edizione di “Eureka! Si può fare!”

Sono 876 gli studenti – provenienti da plessi scolastici di tutta la provincia di Brescia – che hanno preso parte all’ottava edizione del progetto “Eureka! Si può fare!”, la gara di invenzioni tecnologiche rivolta a studenti della scuola secondaria di primo grado classe seconda, promossa da Confindustria Brescia in collaborazione con l’associazione scientifica “Aghi Magnetici” e patrocinata da Federmeccanica.

Il momento conclusivo dell’iniziativa, tenutosi nelle scorse settimane al “Don Bosco” di Brescia, ha visto confrontarsi, per la sfida decisiva, i 18 team meglio classificati nelle selezioni locali.

Si sono classificati:

  • Al 1° posto il giocattolo “MECHANIC ARM” (2D IC Corna Pellegrini, Pisogne)
  • al 2° posto “IL VULCANO” (2H IC VALTENESI A. Zanelli SSPG, San Felice d/B)
  • al 3° posto “IL LANCIO FORTUNATO” (2A IC LOGRATO – plesso Torbole Casaglia)

Il progetto è stato condotto e gestito da un gruppo di 20 studenti provenienti dai licei scientifici “Don Bosco” e “Leonardo” di Brescia, coordinati dal prof. Federico Andreoletti, presidente di “Aghi Magnetici”. L’attività infatti è inserita nei percorsi di formazione scuola-lavoro (FSL, ex alternanza scuola-lavoro) attivati dalle due scuole cittadine.

Gli studenti partecipanti a “Eureka! Si può fare!”, divisi in squadre, durante l’anno hanno avuto a disposizione dalle 12 alle 15 ore di tempo per costruire un giocattolo partendo da un kit di materiale fornito dal settore Meccanica e Meccatronica di Confindustria Brescia, in accordo con il tema scientifico della “pneumatica”.

Oltre ai premi per gli studenti arrivati sul podio (tra cui l’abbonamento alla rivista “Focus”, giocattoli scientifici originali e vario materiale scolastico), l’intera class 2D dell’istituto comprensivo di Pisogne effettuerà, nel prossimo mese di settembre, una visita al laboratorio territoriale dell’occupabilità con attività STEM (all’Istituto Cerebotani di Lonato), organizzata da Confindustria Brescia.

In parallelo al progetto bresciano, “Aghi Magnetici” ha condotto anche l’estensione internazionale “You can do it”, coinvolgendo 233 studenti da 5 Paesi: Polonia, Bulgaria, Croazia, Slovenia ed Ucraina. In particolare, i kit di materiale con cui costruire i giocattoli hanno raggiunto anche 4 scuole nella regione centrale dell’Ucraina, a pochi chilometri dal Donbass; un risultato davvero notevole in termini di apertura culturale e solidarietà. Anche per gli studenti internazionali la sfida consisteva nel creare un giocattolo che funzionasse grazie alla pneumatica: gli studenti liceali FSL hanno tenuto il contatto online valutando anche in questo caso i diversi giocattoli e decretandone il vincitore 2026.

L’impresa di innovare: dialoghi sul futuro dell’industria e del lavoro

L’innovazione da tempo è diventata il cuore stesso della competitività industriale, e questo vale anche per Brescia e il suo territorio.

La sfida di integrare ricerca, digitalizzazione e capacità produttiva in un modello industriale evoluto può sviluppare tradizione manifatturiera in vantaggio contemporaneo.

L’evento approfondirà come l’innovazione stia ridefinendo i confini tra industria, servizi avanzati e tecnologia e come la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca possa tracciare il futuro del tessuto produttivo bresciano.

In un contesto di competizione globale sempre più basata sulla capacità di innovare, l’incontro offrirà chiavi di lettura concrete per trasformare l’innovazione in crescita industriale, valore aggiunto e radicamento territoriale e capire come concentrare, al meglio, le energie.

PROGRAMMA

SALUTI INTRODUTTIVI

  • Pierluigi Cordua (presidente Confapi Brescia)
  • Laura Castelletti (sindaco Comune di Brescia)

PRESENTAZIONE DEL BRESCIA INNOVATION DISTRICT

  • Roberto Saccone (presidente Camera di Commercio di Brescia)

INTERVENGONO

  • Luigi Camozzi (direttore Area Imprese Lombardia Est Intesa Sanpaolo)
  • Giovanni Foresti (responsabile Regional Research Intesa Sanpaolo)

TAVOLA ROTONDA

  • Michele Mezza (giornalista e sociologo)
  • Paolo Mondini (CEO G.Mondini)
  • Giuliano Noci (prorettore Politecnico di Milano)
  • Fabrizio Valente (CEO Kiki Lab – Gruppo Promotica)
  • Moderatore: Massimo Lucidi (giornalista economico, presidente Fondazione E-Novation)

CHIUSURA LAVORI

  • Pierluigi Cordua (presidente Confapi Brescia)

Al termine, verrà offerto un light dinner.


  • Quando: Giovedì 14 maggio 2026 – ore 16:30 (accreditamento dalle ore 16:00)
  • Dove: Auditorium Santa Giulia – Via Giovanni Piamarta, 4 – Brescia
  • Iscrizioni: Tramite QR code o scrivendo a eventi@confapibrescia.it

Al via in Italia l’era dei droni con nanotecnologia. Sabrina Zuccalà (4Ward360): “un primato al servizio del paese”

Da oggi, il Paese dispone ufficialmente di droni equipaggiati con Nanotecnologia applicata, grazie all’eccellenza del laboratorio 4ward360. Si tratta di una svolta epocale: è infatti la prima volta che materiali avanzati vengono utilizzati come coating finale su sistemi aerei a pilotaggio remoto, garantendo prestazioni e protezione precedentemente inimmaginabili. Il laboratorio, punto di riferimento internazionale nel campo della scienza dei materiali, ha deciso di mettere a disposizione del polo nazionale droni il proprio know-how.

“L’introduzione di questa ‘pelle tecnologica’ molecolare rappresenta un salto di qualità rispetto alle tecnologie tradizionali, ponendo l’Italia all’avanguardia della competizione internazionale” afferma Sabrina Zuccalà, del laboratorio di Nanotecnologie 4ward360, ricordando la loro esperienza che affonda le radici in progetti di estrema complessità, come il trattamento sperimentale eseguito sul periscopio del sommergibile Gazzana, oltre a interventi strutturali su unità navali ed elicotteri.

“Oggi – aggiunge Zuccalà – quella stessa capacità di protezione viene declinata come rivestimento finale per i droni. L’applicazione di questo speciale coating è solo l’inizio di una missione strategica. Si sta attualmente conducendo un’intensa attività di ricerca scientifica per spingere le capacità di resistenza dei materiali verso nuovi orizzonti con obiettivo resistenza estrema.”

I laboratori sono al lavoro per convalidare una protezione totale in un range termico senza precedenti, puntando a garantire l’operatività dei mezzi dai -80°C fino ai +600°C.

Si vuole anche raggiungere superiorità ottica e meccanica: capitalizzando il successo del progetto sul periscopio Gazzana, il rivestimento finale assicura infatti che sensori e lenti, totalmente repellenti ad acqua, ghiaccio e agenti corrosivi, mantengano una trasparenza assoluta in ogni missione.

Si punta anche all’efficienza energetica, poiché il trattamento riduce drasticamente l’attrito dell’aria sulle superfici del drone, favorendo una maggiore autonomia di volo e una minore usura delle componenti meccaniche.

“L’obiettivo è rendere il polo nazionale droni un hub inattaccabile, dove la qualità superiore del coating finale diventi il marchio di fabbrica del ‘Made in Italy’ tecnologico. Per la prima volta, portiamo la nanotecnologia applicata come finitura protettiva nel mondo dei droni. Mettiamo il nostro impegno e i nostri laboratori al servizio del sistema per far sì che la tecnologia italiana non sia solo la più avanzata, ma la prima a definire nuovi standard globali di durata e affidabilità.”

Questa notizia arriva all’indomani del convegno nella ex base Nato di Bagnoli voluto dalla Fondazione E-novation, che commenta col suo Presidente Massimo Lucidi:

“Dovremmo essere tutti grati e attenti al lavoro di 4ward360 che sviluppa un modello di Made in Italy che premia la ricerca, la filiera produttiva, la supply chain presente sul territorio del nostro Paese; in un settore industriale che ha importanti ricadute anche in termini di Sicurezza Nazionale”.

Intervista a Giorgio Zambellis e Marco Rovida: “Garda Ball Elite il basket come piattaforma sportiva e culturale”

Garda Ball Elite

L’anno scorso è partita un po’ come una scommessa: portare il grande basket sul Basso Garda. Ha funzionato così bene, registrando il tutto esaurito, che quest’anno Gardaball Elite vuole fare il salto di qualità. Non più solo amichevoli, ma un’intera settimana di torneo a metà settembre, con un format pensando per portare entusiasmo ed intrattenimento.

L’intenzione, però, non è solo quella di guardare giocare i campioni italiani ed europei. Dietro a questo evento c’è la voglia concreta di unire sport, turismo e comunità. Mentre al Palasport di Lonato si sfideranno i professionisti, l’idea è quella di portare la pallacanestro direttamente nelle piazze dei paesi, facendo giocare i ragazzi a 3 contro 3 all’aperto.

È un progetto nato per far vivere il territorio in modo diverso, insegnando ai più giovani il valore dell’impegno e del rispetto. Un’idea che ha preso talmente forma da arrivare a bussare persino alle porte del Parlamento Europeo.

Ne abbiamo parlato con Marco Rovida e Giorgio Zambellis, per farci raccontare come un torneo di pallacanestro possa trasformarsi in un’occasione reale per far crescere i ragazzi e valorizzare le bellezze del lago.

Cos’è Gardaball Elite e perché nasce qui?

È un progetto nato l’anno scorso, nel 2025 grazie alla visione di tre persone che hanno voluto abbinare sul Basso Garda un progetto sportivo abbinato a un sociale e alle qualità turistiche e territoriali. Siamo partiti l’anno scorso con un formato abbastanza semplice, facendo due amichevoli nel giro di due settimane diverse, invitando squadre di eccellenza di serie A di pallacanestro, di cui quattro squadre, di cui tre italiane e una straniera della Lituania.
Quest’anno l’idea è quella di cambiare il formato, di farlo e durare una settimana consecutiva nella seconda settimana di settembre, creando un torneo sempre con quattro squadre di altissimo livello di serie A e praticamente abbinando sociale, sport, turismo nel territorio che tutti vogliamo bene.

Perchè lo sport come strumento di promozione territoriale?

Perché lo sport è educazione è cultura è aggregazione. È un messaggio importante per i giovani che possono confrontarsi sui valori fondamentali della vita, che sono il rispetto dell’avversario, capacità di perdere, l’impegno, la perseveranza, lo sport e i nostri giovani, i giovani europei devono collocarsi dentro questi valori.

Qual è la visione nel lungo periodo?

Dal punto di vista del format è quello praticamente sempre di invitare l’eccellenza sportiva sul Basso Garda tramite le squadre di Serie A, creando un torneo di altissimo livello. Naturalmente quest’anno, come ho detto prima, ci saranno tre squadre italiane e speriamo anche una straniera a lungo andare. Noi vorremmo diventare un appuntamento fisso nel settembre gardesano dopo la stagione turistica estiva diventare un appuntamento poco prima dell’inizio delle scuole e che prettamente sembra un appuntamento sportivo, ma è nettamente, secondo me, anche un appuntamento sociale e turistico allo stesso tempo, ma anche culturale.
Quindi a lunga visione. Noi vorremmo diventare qua un appuntamento fisso nel settembre gardesano creando anche una piattaforma territoriale creando anche visibilità del territorio non solo nella zona ma anche in Europa.

Che impatto ha il progetto sui giovani e sulla comunità locale?

Lo scopo è promuovere la zona per cui far conoscere a livello europeo a questo punto il Lago di Garda e tutta la zona del Basso Garda e soprattutto diffondere, come dicevo prima, i valori dello sport legati al territorio. Che il Lago di Garda sia visto sia come luogo di villeggiatura e di vacanza, ma sia anche un punto di riferimento per l’educazione allo sport e alla vita.

Come si arriva a presentare un progetto al Parlamento Europeo?

L’anno scorso abbiamo avuto un banco di prova molto importante, avendo avuto l’overbooking del pubblico in due in due partite. Abbiamo avuto anche delle ottime recensioni anche da parte dei club che vorrebbero ripartecipare sotto forma di torneo. Ci hanno dato fiducia a questa cosa e abbiamo bussato alla porta del Parlamento europeo affinché noi possiamo diventare se si può dire, Ambasciatori del Garda tramite lo sport, facendo pallacanestro, facendo sociale e praticamente dando visibilità a un territorio che effettivamente non aspetta noi per avere visibilità, ma pensiamo sempre che lo sport sia il motore ideale per promuovere un territorio bello come questo.

“Avanti Brescia”: dal 6 maggio in città e sul web la nuova voce della Leonessa d’Italia

Siamo costantemente sommersi dal rumore. Migliaia di notifiche, titoloni, frammenti di informazione che svaniscono con lo uno scorrimento di pollice.

Ma Brescia è diversa. Brescia merita di più.

La nostra città non si ferma mai. Raccontarla significa avere il coraggio di correre alla sua stessa velocità. Significa fermarsi un istante, in mezzo al caos, per ascoltare il battito profondo della Leonessa d’Italia. Significa intercettare i cambiamenti prima degli altri e restituire alla realtà l’unica cosa che conta davvero: l’autenticità.

Nasce Avanti Brescia. Ed è esattamente quello che stavate aspettando.

A partire dal 6 maggio 2026, vi consegniamo una nuova visione. In un’epoca storica in cui tutto è effimero e superficiale, noi abbiamo fatto una scelta radicale, ribelle: ridare un potere assoluto alla parola scritta. Tra le vostre mani ritroverete l’essenza e il profumo rassicurante della grande tradizione editoriale grazie all’edizione cartacea. Ma non fatevi ingannare: il nostro sguardo è anche puntato dritto al futuro, con un’edizione digitale veloce, immersiva e senza compromessi.

Vi porteremo dentro la mente di chi crea. Racconteremo i volti, le storie, i protagonisti e le idee dirompenti che rendono il nostro territorio un luogo straordinario. Vogliamo farvi toccare con mano l’energia creativa di Brescia, senza censure.

C’è una visione precisa dietro tutto questo, sostenuta dall’editore Essezeta ADV srl e guidata dalla direzione responsabile di Ciro CorradiniAvanti Brescia non è solo un nuovo prodotto editoriale. È una dichiarazione di intenti. È un prodotto nuovo che vuole farsi strada e dare voce a tutti i cittadini.

Il 6 maggio 2026, in edicola ed in versione digitale.

Benvenuti nel domani di Brescia.

Avanti Brescia Numero 1

Brescia si tinge di rosa: in 4.000 alla StraWoman per correre contro la violenza

Un fiume di persone ha invaso il cuore della città per la tappa bresciana del più grande raduno non competitivo d’Italia. Non solo sport, ma un forte messaggio di solidarietà a sostegno del progetto Spazi Donna WeWorld.

Ieri mattina Piazza Vittoria si è trasformata nel fulcro pulsante di una domenica dedicata al benessere e all’impegno civile. Circa 4.000 partecipanti si sono dati appuntamento nel centro di Brescia per il via alla StraWoman 2026, confermando il grande successo del tour nazionale dedicato al mondo femminile.

Un percorso tra storia e consapevolezza

Il fischio d’inizio è scoccato alle 10.30, dando il via a un serpentone colorato che ha animato un tracciato di 5 chilometri, da percorrere correndo o a passo di camminata. L’itinerario ha toccato i punti nevralgici e storici del capoluogo lombardo, sfilando attraverso Piazza della Loggia, Piazza Paolo VI e l’area archeologica romana, fiore all’occhiello del patrimonio Unesco.

L’evento, tuttavia, va ben oltre l’attività motoria. L’obiettivo di fondo della manifestazione resta la sensibilizzazione su temi sociali cruciali, unendo la promozione della prevenzione medica alla fondamentale battaglia contro la violenza di genere.

La solidarietà in prima linea: il sostegno a WeWorld

Dietro la macchina organizzativa capitanata da Sergio Palazzo c’è un risvolto benefico concreto. Ogni iscrizione ha offerto ai partecipanti la possibilità di destinare una donazione libera (a partire da un euro) a Spazi Donna WeWorld, progetto che il circuito StraWoman appoggia da anni e che finanzia case di accoglienza per donne sole o con figli a carico.

L’impatto emotivo della giornata è stato fortissimo. Dal palco è stato ricordato il valore del lavoro sul campo: “WeWorld aiuta e accoglie tante donne che hanno attraversato una vera e propria battaglia. Molte ne sono uscite, altre stanno lottando proprio ora per liberarsi dalla morsa della violenza e riprendersi la loro libertà. Anche oggi, tra questa folla, abbiamo incontrato donne che sono state o sono tuttora vittime: la loro presenza qui è un atto di enorme coraggio, e a loro va il nostro grazie”.

“Brescia risponde sempre presente”

La tappa cittadina ha dimostrato ancora una volta il forte legame tra il territorio e le iniziative di valore sociale, consolidando l’impegno nel diffondere una cultura fondata sulla parità e sul rispetto.

Un’adesione massiccia che l’assessore allo Sport del Comune ha voluto sottolineare pochi minuti prima del taglio del nastro: “Quando chiamiamo Brescia all’appello, la città c’è sempre, riuscendo ogni volta a riempire la piazza. Siamo qui per ricordare a tutti che la salute non è un optional e che la violenza sulle donne è una piaga da combattere con forza. Le donne vanno sostenute, valorizzate e amate”.

Un traguardo collettivo che punta a superare i record del passato: solo nella scorsa edizione, l’onda rosa della solidarietà era riuscita a raccogliere fondi per oltre 10.000 euro. Un risultato che la piazza di oggi si prepara a replicare, se non a superare.

Iseo accoglie 400 giovani scout per la Festa di Primavera dell’Agesci Zona Sebino: tre giorni per riscoprire la bellezza dell’incontro

Oltre 400 giovanissimi, tra Lupetti e Coccinelle, sono attesi per la Festa di Primavera organizzata dall’Agesci Zona Sebino, in programma dall’1 al 3 maggio 2026 a Iseo. Un appuntamento atteso e significativo, che riunisce i più piccoli del movimento scout in tre giorni di attività, gioco e condivisione.

Il filo conduttore sarà la scoperta e riscoperta della bellezza dell’incontro: un’esperienza pensata per costruire insieme uno spazio accogliente, dove ciascuno, con il proprio contributo, possa sentirsi parte di una comunità.

Durante le tre giornate, i partecipanti avranno l’opportunità di entrare in contatto con diverse realtà associative del territorio, tra cui la Nuova Cordata, il Circolo Acli, la Sezione CAI Iseo, le Torbiere del Sebino e l’Associazione Pro Festa di Santa Croce di Monte Isola. Un’occasione preziosa per conoscere esperienze locali e rafforzare il legame tra i giovani e il territorio in cui vivono.

La Festa di Primavera rappresenta anche un momento di forte valore educativo e di vita cristiana: attraverso il gioco, la vita di gruppo e l’incontro con l’altro, i bambini e le bambine sperimentano concretamente i valori dell’accoglienza, della collaborazione, del rispetto e della cittadinanza attiva, elementi centrali nel percorso formativo dello scoutismo.

Determinante per la realizzazione dell’iniziativa è stata la grande disponibilità dell’Amministrazione comunale, che ha concesso la totale gratuità, e della Parrocchia di Iseo, il cui supporto ha reso possibile la costruzione di questo importante momento educativo e comunitario.

Darfo Boario Terme ospita le finali del Campionato Italiano a Squadre di Scacchi

Per una settimana la Valle Camonica si trasforma nel centro nevralgico degli scacchi. Dal 24 al 30 aprile, il Centro Congressi di Darfo Boario Terme ospiterà le Finali del Campionato Italiano a Squadre Master e Femminile 2026, uno degli appuntamenti più attesi e prestigiosi nel calendario della Federazione Scacchistica Italiana. Un evento che riporta la Lombardia sotto i riflettori della scena scacchistica, unendo alta competizione e promozione del territorio.

I grandi nomi della Master: 24 squadre a caccia dello scudetto

Il torneo maschile (Master) vedrà schierate 24 formazioni, impegnate in 9 turni di gioco che si preannunciano estremamente serrati. La sfida è ai massimi livelli tecnici: sulle scacchiere camune vedremo in azione tutti i principali Grandi Maestri azzurri, da Lorenzo Lodici a Francesco Sonis, passando per Luca Moroni, Daniele Vocaturo e Sabino Brunello.

A innalzare ulteriormente la caratura del torneo ci penseranno i rinforzi stranieri. Hanno infatti confermato la loro presenza diversi top player inseriti nella top 50 mondiale, guidati dal talento statunitense Awonder Liang e dal serbo Alexey Sarana. Sul fronte delle squadre, la corsa al titolo vede in pole position i campioni uscenti della S.S. Lazio. A contendergli lo scudetto ci saranno avversari storicamente agguerriti come i sardi dell’Arzachess Costa Smeralda, la Scacchistica Partenopea e i siciliani del Pedone Isolano di Misilmeri.

Femminile da record e il pass per l’Europa

Numeri da primato per la Finale Femminile, che quest’anno registra il record storico di partecipazione con 21 squadre pronte a darsi battaglia su 6 turni. Anche in questo caso il livello ai tavoli è stellare. Le campionesse in carica del Chieti dovranno difendersi dagli assalti di Caissa Italia Agnelli 1907 e Pedone Isolano.

Tra le azzurre spiccano le Maestre Internazionali Marina Brunello e Olga Zimina, ma gli occhi degli appassionati saranno puntati anche sulle fuoriclasse straniere ingaggiate per l’occasione: l’ex campionessa del mondo under 18 Stavroula Tsolakidou (Grecia), la francese Sophie Milliet e la polacca Monika Soćko.

La posta in palio, per entrambe le categorie, va ben oltre lo scudetto tricolore. Le squadre vincitrici staccheranno infatti l’ambito pass per la European Chess Club Cup, la massima competizione continentale per club, dove l’Italia vanta già lo storico trionfo di Padova ottenuto nel 2019.

Come vederlo

L’accesso al Centro Congressi sarà libero per il pubblico, ma la manifestazione è stata strutturata per raggiungere gli appassionati ovunque si trovino. Grazie alla partnership con la piattaforma Lichess, l’evento godrà di una copertura digitale: la trasmissione online coprirà tutte le partite, affiancata da dirette streaming quotidiane arricchite dal commento tecnico in diretta dei Maestri e dalla possibilità di interagire da casa.

L’organizzazione è affidata all’A.s.d. Scacchistica Partenopea su mandato della Federazione Scacchistica Italiana, con Gianvittorio Perico (IO Fide) nel ruolo di Project Manager. Fondamentale il supporto delle istituzioni locali: il Comune di Darfo Boario Terme e il Consorzio Thermae e Ski Valle Camonica, uniti al patrocinio della Comunità Montana di Valle Camonica e al contributo di Regione Lombardia, hanno fatto squadra per garantire la riuscita di un evento che proietta la valle su un palcoscenico internazionale.

Sette notizie tech della settimana / 6-11 aprile 2026

Questa settimana il settore tech ha dovuto fare i conti con una serie di problemi estremamente concreti: costi dell’energia insostenibili, limiti hardware e gravi vulnerabilità informatiche. Le novità principali invece riguardano due nuovi modelli AI. Ecco i sette fatti più interessanti dal 6 all’11 aprile.

1. Meta AI: arriva Muse Spark 


Dopo i risultati deludenti di Llama 4, l’azienda di Mark Zuckerberg chiude la parentesi dell’open source e presenta Muse Spark, il primo modello proprietario nato all’interno dei nuovi Meta Superintelligence Labs. Disponibile da subito sul web e sull’app Meta AI (anche in Italia), seppur con API ancora in anteprima privata, il sistema rappresenta il tentativo più netto di riordinare la strategia aziendale nel settore.

Rispetto al precedente Llama 4 Maverick, l’azienda ha dovuto ricostruire l’intera infrastruttura di addestramento. Il risultato è un sistema che migliora nettamente efficienza e abilità, ottenendo le stesse capacità del predecessore ma impiegando meno di un decimo della potenza di calcolo. Sebbene Muse Spark (dove Muse indica la famiglia e Spark il modello) resti ancora un passo indietro rispetto ai concorrenti più avanzati sul mercato generalista, convince pienamente in due ambiti strategici per Zuckerberg.

Il primo è l’approccio multimodale nativo. Non si tratta di un banale chatbot testuale a cui è stata aggiunta la vista, ma di un sistema che usa strumenti, gestisce il ragionamento visuale e orchestra più agenti in parallelo. Riconoscere entità, localizzarle e comprendere l’ambiente circostante sono funzioni pensate specificamente per alimentare hardware sempre attivi come gli smart glass. A breve, inoltre, verrà introdotta la modalità “Contemplating”, progettata per allungare i tempi di ragionamento su compiti complessi senza far esplodere la latenza. Il secondo ambito di forza è quello medico-sanitario: addestrato con il supporto di oltre mille medici, il modello offre interfacce interattive per spiegare alimentazione, esercizi e parametri corporei. Pur non dettando ancora la linea tecnologica assoluta, Muse Spark è forse il primo modello da tempo a sembrare costruito su misura per i prodotti che Meta intende effettivamente vendere.

2. Anthropic limita l’accesso al nuovo modello “Mythos” 


Passiamo ad un altro modello di intelligenza artificiale: sul fronte della sicurezza informatica Anthropic ha svelato le reali, e allarmanti, capacità del suo nuovo modello general purpose, Claude Mythos. Il sistema si è dimostrato in grado di scovare e sfruttare vulnerabilità software a un livello vicino, e in alcuni casi superiore, a quello dei migliori ricercatori umani o dei tradizionali sistemi di analisi automatizzata.

Consapevole della sottile linea che separa l’uso difensivo da quello offensivo, l’azienda ha deciso di non rendere il modello pubblico, ma di affidarlo nelle mani solo di alcune aziende selezionate. Ha infatti lanciato Project Glasswing, un’iniziativa che vede la collaborazione di 40 organizzazioni critiche e un ristretto gruppo di colossi tech. L’elenco include Google, Microsoft, Apple, AWS, NVIDIA e Cisco. Chi manca? OpenAI.

L’obiettivo è semplice: fornire a chi difende le infrastrutture un vantaggio temporale decisivo, prima che capacità simili finiscano nelle mani sbagliate. I risultati ottenuti da Mythos Preview spiegano l’urgenza di questa mossa. Il modello non si limita a segnalare i bug, ma sa analizzare il software per trasformare i punti deboli in veri e propri exploit, spesso concatenando più vulnerabilità per arrivare ad un risultato. Tra i successi già documentati spiccano:

  • OpenBSD: l’individuazione di una vulnerabilità nella gestione delle connessioni TCP rimasta invisibile per 27 anni.
  • FFmpeg: la scoperta di un problema annidato da 16 anni nel codec H.264, sfuggito a una quantità enorme di test automatici.
  • Kernel Linux: la costruzione di una catena di bug in grado di portare un account utente ordinario all’escalation completa dei privilegi, garantendo il controllo totale della macchina.

Il dettaglio tecnico più impressionante, tuttavia, riguarda il reverse engineering. Anthropic ha confermato che Mythos è in grado di lavorare anche su file binari closed source, ricostruendo un codice sorgente plausibile per analizzarne il comportamento. Questa capacità permette al modello di cercare falle persino all’interno di firmware, driver o applicazioni proprietarie di cui non possiede i documenti originali. Una dimostrazione di forza tecnica straordinaria che rende Mythos un alleato prezioso per la sicurezza globale, ma al contempo un’arma potenzialmente devastante se lasciata libera.

3. Stop al mega data center di OpenAI in UK


I piani del Regno Unito per diventare un polo europeo dell’intelligenza artificiale hanno subito una dura frenata. OpenAI ha sospeso “Stargate UK”, un progetto per un data center che avrebbe dovuto ospitare 31.000 GPU Nvidia. Le ragioni sono economiche e infrastrutturali: l’energia per uso industriale in Gran Bretagna costa quattro volte di più rispetto a Stati Uniti o Finlandia, e per l’allaccio alla rete elettrica servono dai tre agli otto anni. Senza energia a basso costo e con le attuali incertezze normative sul copyright, il progetto è bloccato.

4. Ritardi per le nuove GPU Nvidia Rubin


Anche Nvidia deve affrontare colli di bottiglia produttivi e limiti termici. L’architettura di nuova generazione, Rubin, subirà dei ritardi. I problemi principali sono la carenza globale di memorie HBM4 e le difficoltà legate al surriscaldamento, che renderanno necessario il passaggio universale al raffreddamento a liquido. Le stime di mercato per il 2026 sono già state riviste al ribasso. Nel frattempo, l’enorme domanda di chip per i data center sta facendo salire i prezzi nell’elettronica di consumo: Motorola, ad esempio, ha appena annunciato rincari per i suoi smartphone della fascia economica.

5. Attacco hacker paralizza la sanità in Olanda


Nei Paesi Bassi un attacco ransomware ha mandato in tilt l’intero sistema sanitario nazionale. Gli hacker hanno colpito ChipSoft, l’azienda che gestisce l’80% delle cartelle cliniche del paese. L’incidente ha causato il blackout dei portali per i pazienti e ha isolato le reti degli ospedali. Il caso ha evidenziato i rischi della dipendenza da un singolo fornitore per un’infrastruttura critica: una violazione mirata è bastata per trasformarsi in un’emergenza nazionale.

6. Diritto alla riparazione: John Deere paga 99 milioni


Negli Stati Uniti si è chiusa una class action storica per il movimento del “Diritto alla Riparazione”. John Deere ha accettato di pagare 99 milioni di dollari agli agricoltori che contestavano i blocchi software che impedivano la manutenzione autonoma dei trattori. L’accordo stabilisce che, per i prossimi dieci anni, l’azienda dovrà fornire manuali, software di diagnostica e strumenti digitali anche ai meccanici e ai centri di riparazione indipendenti. Si tratta di un precedente che potrebbe influenzare l’intero settore dell’automotive e dell’elettronica.

7. Malware nascosto in CPU-Z e HWMonitor


Segnalati problemi di sicurezza sul sito CPUID, la nota piattaforma che distribuisce software di monitoraggio hardware come CPU-Z e HWMonitor. Scaricando l’aggiornamento 1.63 di HWMonitor (rilasciato il 3 aprile 2026), diversi utenti si sono ritrovati un file anomalo (HWiNFO_Monitor_Setup.exe), bloccato dagli antivirus e con interfacce di installazione in lingua russa. Dopo aver disattivato il sito, CPUID ha confermato che un’API secondaria era stata compromessa: tra il 9 e il 10 aprile, per circa sei ore, il sistema ha reindirizzato in modo intermittente i link di download ufficiali verso infrastrutture controllate dagli hacker.

Appuntamento alla prossima settimana!

Torna Seridò: 100mila metri quadri di gioco nell’anno in cui FISM Brescia spegne 60 candeline

Tra pochi giorni il Centro Fiera di Montichiari tornerà a trasformarsi nel sogno di ogni bambino. Dal 25 aprile, e per sette giornate fino al 10 maggio, i padiglioni bresciani apriranno le porte alla nuova edizione di Seridò, la più grande ludoteca d’Italia. Ma l’edizione 2026 porta con sé un sapore speciale: cade infatti nell’anno in cui FISM Brescia, motore pulsante e ideatore dell’evento, celebra il suo sessantesimo anniversario. Un traguardo storico che intreccia il diritto al gioco con il diritto a un’educazione libera e accessibile.

La festa dei bambini: le novità di Seridò 2026

Da quasi trent’anni, Seridò è sinonimo di scoperta e libertà. L’idea alla base è semplice ma rivoluzionaria: qui i bambini non sono mai semplici spettatori, ma protagonisti attivi. Con un’attenta ottimizzazione degli spazi, quest’anno le postazioni di gioco salgono a 136, distribuite su una superficie immensa di 100.000 metri quadrati, al coperto e all’aperto.

Accanto agli immancabili grandi classici — i gonfiabili, i giochi in legno, l’area 0-3 anni e il mitico trenino — debuttano nuove esperienze come lo street volley, i rotini in tandem e laboratori creativi inediti. Cresce anche la rete dei partner, che non si limitano a sponsorizzare l’evento ma scendono in campo per far giocare le famiglie. Tra i nuovi arrivi spiccano realtà come Leolandia e il parco acquatico Le Vele, ma anche progetti educativi come Nami Kids, un’app pensata per tutelare i più piccoli dai pericoli del web.

Tornano a grande richiesta le aree “cittadinanza”, dove i bambini potranno imparare l’educazione stradale con la Polizia di Stato, scoprire la biodiversità con i Carabinieri, guidare i quad della Polizia Provinciale o cimentarsi nell’attesissima Pompieropoli dei Vigili del Fuoco. Tutto questo con un occhio sempre attento all’inclusione: Seridò, infatti, contribuisce al Fondo RED di FISM Brescia per sostenere l’inserimento di bambini con disabilità nelle scuole dell’infanzia.

seridò 2026

1966-2026: I sessant’anni di FISM Brescia

Dietro la gigantesca macchina organizzativa di Seridò (che vede all’opera anche la Cooperativa La Nuvola nel Sacco e il Centro Fiera, oltre a 300 giovani animatori volontari) c’è la visione di FISM Brescia. E il 2026 non è un anno come gli altri. È l’anno in cui la Federazione Italiana Scuole Materne bresciana celebra 60 anni di storia.

Non si tratta di una semplice ricorrenza sul calendario, ma dell’occasione per ribadire una missione vitale per il territorio. I numeri parlano chiaro: oggi FISM Brescia riunisce 232 scuole dell’infanzia paritarie, coprendo quasi i due terzi del servizio provinciale, accogliendo ogni giorno 18.000 bambini e dando lavoro a circa 2.000 dipendenti.

«Oggi più che mai, le scuole paritarie rappresentano uno spazio di partecipazione reale», sottolineano dalla Federazione. Sono realtà no profit — parrocchie, fondazioni, associazioni — che spesso rappresentano l’unico presidio educativo nei territori più periferici e che accolgono tutti, senza distinzioni di abilità, nazionalità o religione. Per questo, il traguardo dei 60 anni diventa anche una chiamata all’azione politica per chiedere che la parità scolastica, giuridica ed economica, sia finalmente garantita, tutelando la libertà di scelta educativa delle famiglie, specialmente in tempi di forte calo demografico.

Un anno di appuntamenti: “Bambini si cresce”

Il filo conduttore di questo anno speciale è il motto “Bambini si cresce”. Un percorso che ha già visto la presentazione di un Manifesto politico a marzo e che proprio a Seridò vivrà uno dei suoi momenti più emozionanti: un’apertura esclusiva del festival dedicata interamente alla “Festa delle maestre”, per ringraziare chi ogni giorno sta in classe. Le celebrazioni proseguiranno poi in autunno, con un viaggio a Barbiana a ottobre sulle orme di Don Milani, e con l’avvio del progetto “Armonie”, un percorso tematico dedicato all’educazione alla pace che accompagnerà le scuole fino al 2027.

Sessant’anni di radici profonde, insomma, che a partire dal 25 aprile prenderanno la forma più bella che ci sia: quella di migliaia di bambini che corrono e giocano sotto i padiglioni di Montichiari.


Info Utili Seridò 2026

  • Date: 25, 26 aprile e 1, 2, 3 – 9, 10 maggio 2026
  • Orario: Continuato dalle 9.30 alle 19.00 (si svolge anche in caso di pioggia)
  • Dove: Centro Fiera di Montichiari (BS) – Via Brescia, 129
  • Biglietti: Acquistabili esclusivamente online su www.serido.it
  • Costi: 17€ per gli adulti (dai 13 anni in su), 6€ per i bambini (3-12 anni). Ingresso libero per la fascia 0-2 anni e per persone con disabilità più un accompagnatore.
  • Servizi: Parcheggio gratuito per 11.000 posti auto e area camper; nursery interne attrezzate. (Non è consentito l’accesso agli animali domestici).