Nel cuore della pianura bresciana c’è un angolo di natura che ha deciso di non limitarsi a custodire il proprio territorio, ma di raccontarlo al resto del mondo. Il Parco Agricolo Regionale del Monte Netto, l’ultimo nato tra le aree protette lombarde, ha infatti appena concluso un’esperienza inedita: aprire i propri confini all’internazionalizzazione.
Nelle scorse settimane, i sentieri e i boschi del Parco si sono trasformati in uno spazio di lavoro e ricerca per due studenti provenienti da Dublino, iscritti all’istituto professionale CDETB-Coláiste Dhúlaigh CFE. Tra loro, la giovane Seyedeh Shirin Seyed Khezri, che dal 23 marzo fino a pochi giorni fa (10 aprile) ha vissuto il territorio bresciano non come una semplice visitatrice, ma come parte attiva della squadra del Parco.
L’iniziativa, inserita nel programma europeo Erasmus+ per il settore VET (Vocational Educational Training), ha permesso ai ragazzi di mettere letteralmente le mani nella terra. L’obiettivo? Trasformare concetti spesso astratti, come la sostenibilità ambientale e la tutela del verde, in un’esperienza lavorativa concreta.
Affiancati costantemente dal direttore del Parco, Ettore Monaco, e dalla geometra Eleonora Gennari, i ragazzi irlandesi hanno lavorato su un doppio binario. Da un lato, l’esplorazione fisica, con la realizzazione di una piccola mappatura territoriale; dall’altro, l’inclusività digitale. Grazie al loro lavoro di traduzione in lingua inglese, infatti, il sito web dell’ente è ora accessibile a un pubblico internazionale, un passo fondamentale per far conoscere questa realtà oltre i confini italiani.
Dietro le quinte dell’operazione, a garantire che tutto filasse liscio, c’è stata la Cooperativa Mistral. L’ente bresciano ha curato ogni dettaglio logistico, dall’accoglienza alla ricerca della struttura ospitante, assicurando un monitoraggio continuo lungo tutto il periodo di permanenza.
Per i ragazzi irlandesi è stata l’occasione per immergersi in un paesaggio decisamente peculiare. Il Parco del Monte Netto si sviluppa attorno a un’area collinare che tocca i 130 metri di altitudine, circondata dalla valle del fiume Mella e dai centri storici limitrofi.
È un territorio che racconta la storia agricola e naturale della Lombardia: dalle aree di cava oggi trasformate in laghetti ricchi di biodiversità, al bosco delle Colombaie a Capriano del Colle, fino ai filari di gelsi lungo le strade sterrate — piante un tempo simbolo dell’economia locale e oggi diventate una rarità da proteggere.
Per i vertici del Parco, il bilancio dell’iniziativa va ben oltre il lavoro svolto. «I progetti europei di mobilità internazionale hanno lo scopo di formare le nuove generazioni a ragionare in chiave europea e non solo nazionale», ha commentato Flavio Bonardi, Presidente del Parco del Monte Netto. «Questo progetto mira a promuovere un’educazione ambientale che ci colleghi al mondo che ci circonda, facendo conoscere gli ambienti naturali presenti nel nostro territorio».
In un’epoca in cui si parla molto di transizione ecologica, esperienze del genere ricordano che la tutela dell’ambiente passa necessariamente attraverso le persone. I ragazzi tornano a Dublino con un bagaglio di competenze pratiche e una nuova consapevolezza ecologica. Il Parco del Monte Netto, dal canto suo, ne esce arricchito: non più solo custode silenzioso della pianura, ma vero e proprio laboratorio vivo, capace di fare rete e di parlare, da oggi, anche un po’ di inglese.


